Ex Ilva, paura dopo il contagio: sindacati incontrano Arcelor Mittal

TARANTO – Ridurre ulteriormente la presenza dei lavoratori all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto e andare oltre il decreto prefettizio che prevede un numero complessivo di 3500 lavoratori diretti e 2000 dell’appalto: sono le richieste delle organizzazioni sindacali di FIM, FIOM, UILM e USB ai vertici i vertici di Arcelor Mittal durante l’incontro della mattinata.
Il primo operaio positivo al Coronavirus all’interno dell’ex Ilva di Taranto preoccupa operai e sindacati. L’addetto agli impianti di ossigeno venerdì notte, mentre era in servizio in fabbrica, è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Moscati ed è risultato positivo al Covid.
“Per stessa ammissione aziendale – dicono i sindacati – riteniamo che un numero non ben definito di lavoratori, sia diretti che di appalto, nei giorni precedenti abbia avuto contatti con il lavoratore risultato positivo. Tale situazione ha determinato la quarantena per i lavoratori in turno con il dipendente contagiato, ma non per coloro che di fatto, sono stati a contatto nelle giornate precedenti”.
Un’emergenza che quindi verrebbe, secondo i sindacati, sottovalutata dall’azienda. Per questo annunciano che, se non si prenderanno immediati provvedimenti, saranno intraprese azioni di protesta.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*