Primo caso Covid nel siderurgico di Taranto. Sindaco contro ArcelorMittal e Asl

TARANTO- Primo caso di Covid nel siderurgico di Taranto. E’ risultato positivo un operaio addetto agli impianti di ossigeno. Venerdì notte, mentre era in servizio in fabbrica, è stato colto da malore e ha avvertito sintomi tipici. Riaccompagnato a casa in taxi, è stato sottoposto a isolamento domiciliare e poi è stato trasportato nel reparto Malattie Infettive dell’ospedale Moscati. Il tampone ha dato esito positivo.  Ora si dovrà sottoporre al test anche chi ha avuto contatti con l’operaio negli ultimi giorni, compresi i colleghi di lavoro.

Il prefetto di Taranto Demetrio Martino l’altro ieri ha firmato un decreto che dispone la sospensione dell’attività produttiva ai fini commerciali fino al 3 aprile, ma consente l’impiego di 3.500 lavoratori diretti e 2.000 dell’appalto nelle 24 ore. “Invochiamo decisioni immediate e definitive – ha commentato il sindaco Rinaldo Melucci – a tutela dei lavoratori dello stabilimento siderurgico e delle loro famiglie. Il provvedimento prefettizio potrebbe non essere sufficiente, l’attività dell’ex Ilva non è essenziale e, peraltro, entro poche settimane ArcelorMittal deve comunque provvedere al fermo di molti impianti per effetto della nostra ordinanza sindacale sulle emissioni inquinanti”. E poi ha aggiunto: ArcelorMittal “evidentemente non sta operando con la stessa energia e restrittività con la quale stiamo operando noi nei confronti della città”. Melucci ne ha anche per la Asl: “non c’è davvero alcun motivo valido per andare avanti. Altro che minimo tecnico”.

 

 

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