Call Center: ispezioni municipale e Asl

LECCE- Dopo il nostro servizio andato in onda nelle scorse ore, in cui ponevamo l’accento sulla situazione dei lavoratori dei call center e la richiesta di sospensione o, l’attivazione del work home come per centinaia di altre attività anche pubbliche, a seguito anche della denuncia da parte dei lavoratori di una struttura del Sud Salento che parlavano di totale insufficiente serenità qualcuno si mobilita. La Cisal Comunicazione chiede ai Ministeri di Indirizzo un intervento in merito al problema. “purtroppo, se pur piccolo il settore delle telecomunicazioni vede per caratteristiche di lavoro un utilizzo importante e massivo degli ambienti open space in cui si possono trovare assembramenti di oltre 1000 lavoratori. La tipologia di lavoro in questione prevede l’utilizzo di postazioni che spesso non consentono la distanza superiore ad un metro. Non tutti i call center hanno messo in campo misure preventive contro un potenziale contagio dal virus, come ad esempio le disposizioni a scacchiera. Per questo chiediamo di dettare linee univoche di comportamento da mettere in campo in un contesto che in caso di contagio provocherebbe una diffisa ed immediata propagazione del virus

“Il Pd dalla parte dei sindacati e dei lavoratori in stato di agitazione” sulla questione interviene l’on Antonio Rotundo:  “Le preoccupazioni delle lavoratrici e del lavoratori sulle condizioni di lavoro nei call center sono state sin dall’inizio del contagio del coronavirus del tutto inascoltate, nonostante rappresentassero un rischio potenziale molto alto ; davanti a tale sordità la dichiarazione da parte del sindacato unitario dello stato di agitazione e di sciopero appare una misura legittima e sacrosanta.La segreteria cittadina ed il gruppo consiliare del pd condividono e sostengono la giusta battaglia dei lavoratori.Si tratta di assicurare finché dura l’emergenza sanitaria i servizi essenziali attraverso il lavoro agile e sospendere quei servizi che non sono necessari quali quelli di promozione commerciale, tutelando al tempo stesso i lavoratori con ammortizzatori sociali in deroga.In questo modo si creano le condizioni di messa in sicurezza del lavoratori con la predisposizione a scacchiera con conseguente diradamento delle presenze in turno così da lasciare una postazione libera tra un lavoratore e l’altro.”

 

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