Operazione Final Blow: l’attentato all’Eurogarden e l’incendio dell’auto del maresciallo

LECCE- Le indagini dell’operazione Final Blow hanno fatto luce su una serie di attentati avvenuti negli ultimi anni in provincia di Lecce, come quello al lido Eurogarden di San Foca la notte del 9.05.2018. Da una serie di conversazioni intercettate si rilevava che si era trattato di uno sfregio.
Da una conversazione intercettata Antonio LETO informava Salvatore BRUNO di avere verosimilmente identificato uno dei due responsabili e che lo avrebbe fatto portare al suo cospetto per costringerlo, mediante violenza, a indicare il mandante, che doveva pagare per l’affronto commesso nei confronti del clan “mi devo fare portare questo ragazzo qua … e gli devo spaccare le ginocchia … finché non dice chi lo ha mandato … perché chi lo ha mandala deve pagare … perché visto che li ci siamo noi … cosi a noi ci hanno fatto uno sfregio brutto“. Leto si diceva pronto ad armarsi di pistola da utilizzare contro l’attentatore ovvero a prenderlo a pugni a mani nude, avendo perso ii “tirapugni” :”io mi vorrei portare la pistola e sparargli ad un dito ma poi di nuovo sono cazzi”.

Il clan esercitava i suoi interessi anche nei parcheggi di una serie di lidi nelle marine di Melendugno. Alcuni dei soggetti arrestati volevano “risolvere” il problema dei “parcheggiatori” nel senso di dover imporre le proprie squadre presso alcuni lidi di San Foca.

L’ ATTENTATO AL COMANDANTE DEI CARABINIERI DI SURBO

La notte del 30 agosto 2017, a Caprarica di Lecce in via Martano, era stata incendiata l’autovettura BMW in uso al Maresciallo Antonio CALO’, all’epoca Comandante della Stazione Carabinieri di Surbo. Anche questa volta è un’intercettazione emersa nel corso delle indagini della squadra mobile a far luce sull’atto intimidatorio. In questo caso gli interlocutori indicavano Gianluca Negro come autore dell’incendio per una presunta vendetta per una contravvenzione e ritiro della patente., tra l’altro preannunciata: “cosi quando lo sbirro lo fermo e gli disse … questa sera ti brucio la macchina … la sera gliela bruciarono“.

M. Cos.

 

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