Il Tar blinda il no all’impianto di compostaggio a Cavallino

CAVALLINO- Il Tar di Lecce blinda il no all’impianto di compostaggio a Cavallino, respingendo il ricorso presentato dal Comune contro l’Ager (Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il Servizio di Gestione dei Rifiuti): resta in piedi, dunque, la decisione di annullare i provvedimenti che prevedevano la trasformazione dell’impianto di biostabilizzazione esistente in località Masseria Guarini in impianto di compostaggio.

Quella trasformazione Cavallino la voleva e al suo fianco si è costituita la Cisa spa, mentre contro, oltre all’Ager, si sono schierati i Comuni di San Donato, San Cesario e Lizzanello (difesi dagli avvocati Pierluigi Dell’Anna e Andrea Memmo, Angelo Vantaggiato, Francesco Marchello), supportati in giudizio dal Comitato Libero per la Salvaguardia del Territorio e della Salute dei Cittadini di Cavallino e Castromediano.

Il ricorso del Comune di Cavallino è “sicuramente infondato nel merito”, scrivono i giudici nella sentenza pubblicata mercoledì. La tesi dell’ente locale si basava su un punto nevralgico: il progetto approvato dall’Ager, poi annullato d’ufficio, è nuovo e diverso rispetto a quello che era stato approvato dall’Ato e annullato dai Tribunali. L’Ager ha deciso per il passo indietro anche in conseguenza di quelle sentenze. Che hanno detto qualcosa di chiaro: quel progetto dell’Ager si differenziava dal primo solo per l’assenza della discarica, stralciata. Per il resto, le criticità restavano identiche: distanza dai centri abitati e luoghi sensibili inferiore ai limiti di legge. E poi la mancanza di una previa ed adeguata necessaria individuazione di una macroarea potenzialmente idonea e in assenza di valutazione adeguata sull’impatto odorigeno.

“Di qui la valutazione – ineccepibile oltre che doverosa – del Direttore Generale dell’AGER”, rimarca il Tar. Insomma, lì quell’impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti non si può fare. Quel progetto è “pacificamente impossibile eseguire”.

 

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