Regionali, Salvini: alcun veto su nome unitario

SQUINZANO – Quando a gran voce dal pubblico si inneggia a un candidato presidente della Lega qui in Puglia, lui mette a tacere le polemiche: “Non è un nome e fare la differenza -dice- concentriamoci sul creare la squadra migliore possibile e lavoriamo nel solo interesse di un Centrodestra unito”. È uno dei passaggi focali del discorso che il leader del Carroccio Matteo Salvini tiene sul palco dell’oleificio sociale di Squinzano che lo ha accolto. Di fronte a lui centinaia di persone che a stento il locale contiene. Con al fianco i rappresentanti del partito provenienti da tutta la regione, Salvini rimarca l’impegno al quale tutti i suoi sostenitori sono chiamati in vista di maggio. “Abbiamo l’occasione di far eleggere per la prima volta, anche qui, consiglieri regionali della Lega, finalmente in grado di fare gli interessi di questo territorio, a differenza di chi li ha preceduti” dice.

Quando qualcuno, tra il pubblico, boccia il nome di Fitto, il leader non ci sta: “Non ne facciamo una questione personale -dice- non dobbiamo ragionare con l’egoismo di partito. L’obiettivo deve essere quello di mandare a casa Emiliano, con un Centrodestra unito -spiega- Sono i litigi e le spaccature del passato ad aver lasciato spazio a lui e a Vendola: bisogna imparare dagli errori del passato”.

Nei prossimi giorni saranno resi noti tutti i nomi in lista.

Intanto Salvini torna sui temi cari al partito, partendo da quelli cari anche al Salento: dalla tutela dell’agricoltura e della pesca, allo snellimento della burocrazia che schiaccia le piccole e medie imprese, alla tutela dei prodotti a km zero, la lotta contro la mannaia della disoccupazione e l’impegno sul fronte della tutela ambientale e del rinforzo alle infrastrutture, ad oggi carenti o inadeguate. “La scelta di venire in un oleificio -rimarca- non è un caso: è in perfetta linea con uno dei temi che più ci stanno a cuore”.

Non mancano le frecciatine scagliate contro l’attuale Governo “capace soltanto di litigare” dice, auspicando poi un imminente ritorno alle urne “che consenta agli italiani di scegliere chi debba rappresentarli”.

In chiusura Salvini annuncia una vacanza in Puglia, “di certo meglio della Romagna” chiosa, e al grido di “Prima gli Italiani” e “Prima i pugliesi” abbandona la scena. Prima però sventola sul palco la felpa della Regione Salento, concedendosi poi ai selfie di rito.

 

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