L’acqua? C’è. Coldiretti spiega come difenderla ed utilizzarla al meglio

BARI – L’acqua? C’è, bisogna solo saperla usare. A dirlo il Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura che a Bari ha tenuto un workshop voluto e organizzato da Coldiretti Puglia per spiegare agli agricoltori quali strumenti adottare per ottimizzare la rete idrica che, contrariamente a quanto si crede, non è affatto scarsa.

Marcello Mastrorilli, agronomo del Crea, ha tenuto a chiarire subito questo aspetto, ma la premessa fondamentale per ogni ragionamento è curare il terreno perché solo ricostituendolo si potrà ottenere la qualità tipica dei prodotti di Puglia. “La prima cosa da fare è ripristinare la fertilità originaria di questi terreni – ha spiegato l’esperto -. Vuol dire apportare sostanza organica, far riprendere l’attività microbica dei terreni, quindi far riprendere la salute del suolo”.

Il secondo step, ha spiegato ancora Mastrorilli, è l’irrigazione, il terzo l’uso delle tecnologie che sono di aiuto proprio per il punto precedente. Perché queste possono agevolare l’agricoltore nel decidere quanto irrigare, come irrigare, se irrigare perché non tutti gli stati fenologici delle piante richiedono un input idrico. E questo vuol dire anche non sprecare acqua. “L’unica riserva  di acqua dolce che noi abbiamo – ha spiegato Mastrorilli – è quella delle falde sotterranee: come si rimpinguano le falde? Con la pioggia. Dobbiamo permettere alla pioggia che cade nei terreni, di filtrare e di ritornare nelle falde che sono i nostri serbatoi da cui noi riprendiamo l’irrigazione”.

Ma l’ultimo consiglio è proprio per la tutela della falda, bene di tutti. “Un altro compito che tocca ai nostri agricoltori – ha concluso l’agronomo – è restituire l’acqua alle falde, ma acqua integra. Vuol dire acqua non contaminata, lontana dai pesticidi, dai concimi azotati. Ma questo i nostri agricoltori lo sanno fare”.

 

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