Violenza sessuale sui ragazzini nel casolare: arrestato 69enne

TAVIANO – È l’uomo che fu condannato per tentata estorsione nel giallo della scomparsa del piccolo Mauro Romano, sparito a sei anni, da Racale, la sera del 21 giugno del 1977. Un mistero irrisolto, ma per il quale lui, un anziano di Taviano che allora aveva 26 anni, chiese soldi -30 milioni di lire- ai genitori disperati del bambino, in cambio di informazioni che poi, almeno allora, si rivelarono infondate. Oggi quell’uomo ha 69 anni ed è stato arrestato per violenza sessuale su diversi ragazzini. Le indagini andavano avanti da mesi. Da quando un genitore andò dai carabinieri della stazione di Taviano a raccontare che il figlio minorenne, insieme ad altri ragazzini, aveva una frequentazione inquietante con un anziano. Gli incontri avvenivano in un casolare nella campagna tavianese. Ma c’era anche dell’altro. Questo padre disse ai militari di aver assistito a una scena: aveva visto, in quel casolare degli orrori, il 69enne compiere atti sessualmente espliciti con un minorenne. L’anziano, vistosi scoperto dall’uomo, aveva cercato invano di giustificarsi dicendo che altro non stava facendo se non dare dimostrazione al ragazzino in questione di come approcciarsi al genere femminile. Ad agosto scorso, gli furono sequestrati lo smartphone, una sim, un pc portatile e quattro memorie micro SD, e anche i cellulari di alcuni dei minorenni presunte vittime furono. L’ipotesi di reato nei confronti dell’uomo è di aver abusato di 15 minorenni. Ora sono arrivate le manette e il carcere per l’individuo che avrebbe mietuto vittime tra ragazzini e ragazzine, che piegava ai propri voleri sessuali perversi, dando loro in cambio regali di ogni tipo. L’attività d’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Stefania Mininni, ha consentito di accertare, nonostante l’iniziale reticenza di alcuni minorenni, tutti intorno ai 14 anni di età, che gli atti sessuali, anche parecchio invasivi e ai danni di diversi bambini, erano avvenuti in più occasioni a partire dal mese di gennaio 2018 fino al mese di aprile 2019, con il coinvolgimento anche di altri giovanissimi. Dimostrata anche l’avvenuta cessione di materiale pedopornografico. Diversi gli elementi di riscontro alle dichiarazioni rese dalle giovani vittime; e sono in corso altri accertamenti per stabilire se nella “rete” dell’arrestato in passato siano finiti altri innocenti, anche in relazione a diversi reati. Risponde, per ora, di di violenza sessuale continuata e ripetuta ai danni di minorenni e di continuata realizzazione di materiale pedopornografico.

 

 

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