Bancarotta, archiviata posizione Ernesto Toma

MAGLIE – Archiviata la posizione del Dott. Ernesto Toma, Sindaco di Maglie, che venne indagato insieme agli altri componenti del collegio sindacale di Metalma e Sacem (Gruppo Maglio di Galatina) per  bancarotta semplice perché avrebbe contribuito ad aggravare il dissesto della società, ed in particolare per non aver convocato l’assemblea e denunciato il fallimento. Toma, assistito dagli avv. Francesco Paolo Sisto e Luciano Ancora, ha chiesto di essere interrogato e ha depositato una corposa memoria corredata da documenti, dimostrando di aver effettuato numerosi controlli ed evidenziando di essersi dimesso nel 2013, prima del fallimento, quando le società iniziarono ad impedire o rendere difficile le attività ispettive, consegnando tutta la documentazione al sindaco unico subentrante.

Il P.M. dott. Massimiliano Carducci ha preso atto che, dalla documentazione successivamente acquisita, la condotta  del dott. Toma e degli altri componenti del Collegio Sindacale non risultasse omissiva, ma anzi fosse conforme ai criteri professionali imposti dalla vigente normativa, e quindi caratterizzata da rilievi, richiami e sollecitazioni e culminata nelle dimissioni, a causa dei comportamenti degli amministratori, ed ha quindi richiesto l’archiviazione

Il G.I.P. dott.ssa Simona Panzera, condividendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha disposto l’archiviazione di tutti i componenti del Collegio Sindacale.

“Ho sempre creduto nella giustizia e ho sempre pensato che l’iscrizione del mio nominativo nel registro degli indagati fosse stata disposta a causa della scarsa documentazione rinvenuta dalla polizia giudiziaria negli uffici delle aziende in questione: mi sono difeso nel processo, chiedendo di essere ascoltato e depositando la copia della documentazione che avevo conservato e comprovante la legittimità della mia attività professionale.Non sfugge a nessuno che la vicenda giudiziaria non riguardava il mio impegno pubblico che mi vede oggi ricoprire la carica di sindaco di Maglie, ma la mia attività professionale: ma ovviamente sono lieto che l’ordinamento abbia escluso ogni mia negligenza o imprudenza”. Anche gli avvocati Sisto e Ancora commentano positivamente la richiesta del P.M. e la decisione del Gip: “siamo lieti che il Gip abbia condiviso la linea difensiva da noi impostata, dando atto che la produzione documentale e la memoria da noi predisposta erano idonee a dimostrare la liceità del comportamento tenuto  da Ernesto Toma nell’espletamento della professione di dottore commercialista”.

 

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