Balneari, Boccia: “45 giorni per la bozza del decreto. Dinieghi dei Comuni? Sbagliati”

BARI – “Sbagliatissimi”. Così il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha definito i respingimenti da parte di molti Comuni, della richiesta protocollata lo scorso anno dagli imprenditori balneari, di prorogare la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2020. Uno di questi, è il Comune di Lecce.

E nel vertice convocato a Bari e a cui hanno preso parte gli imprenditori del settore, il ministro Boccia e il governatore Emiliano, c’era anche il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini. Il punto è che una decina di giorni fa, il Comune di Lecce ha convocato gli imprenditori per annunciare loro l’avvio del procedimento di diniego alla richiesta di proroga (termine non esatto, si dovrebbe più propriamente parlare di differita) della concessione al 31 dicembre 2020. La questione è stata discussa nel vertice, soprattutto perché alcuni Comuni, come quello di Molfetta, hanno concesso un anno di proroga proprio perché previsto dalla legge dello Stato. Ma questo si aggiunge al resto.

Un groviglio di leggi e sentenze che non dà certezza. “Non abbiamo certezza – ha spiegato Mauro Della Valle, vicepresidente nazionale di Federbalneari – perché i tribunali che si stanno esprimendo in questo momento, dicono il contrario della legge dello Stato. Sembra inverosimile una cosa del genere, che il Legislatore non si sia confrontato bene sul riordino di questa materia. E poi c’è anche una cosa singolare, sebbene in Italia ne siamo abituati, cioè di essere in una situazione politica a due velocità. Perché molti comuni costieri – ha concluso – hanno già dato il titolo al 2033, in Puglia sono ancora molto pochi”.

Il punto è che l’Europa impone di pubblicare le gare per assegnare le concessioni demaniali. L’ultima legge statale concedeva 15 anni di tempo per produrre un’altra legge che potesse preparare il settore alla gara. Il Consiglio di Stato, però, ha stabilito che 15 anni per approvare una nuova legge sono troppi. Ecco perché ora si deve correre. Ed ecco perché gli imprenditori hanno chiesto un incontro urgente a Regione e Ministero per avere qualche certezza. Soprattutto per chi quell’attività la porta avanti da decenni, migliorando anche il tratto di costa concesso. E il ministro ha garantito che in 45 giorni metterà nero su bianco una bozza che possa quantomeno iniziare a far capire che direzione prendere. “La cosa chiara a tutti – ha detto al termine dell’incontro il ministro Francesco Boccia – è che servono imprese che possano investire nel tempo. E le imprese investono nel tempo se lo Stato è in grado di dire cose molto chiare. In questo momento – ha proseguito – ci sono operatori straordinari che fanno investimenti importanti, che hanno un impatto occupazionale importante e operatori che vivono con concessioni risibili. Non possiamo trattarli tutti nello stesso modo – ha concluso – partirà presto una mappatura su tutto il territorio italiano che darà allo Stato un quadro definito della condizione degli stabilimenti balneari che sono diversi l’uno dall’altro”.

“Ci aspettavamo ancora più chiarezza dal ministro. Ci aspettavamo date – ha commentato Giuseppe Mancarella, presidente di CNA Balneari Puglia – delle certezze sulla salvaguardia delle aziende. Ma siamo fiduciosi. Si lavori su 15 anni di proroga – ha concluso – e poi si vada a lavorare con il decreto”. “Noi iniziamo  il conto alla rovescia – ha chiarito Alfredo Prete, presidente di Sib Lecce –  perché il 31 dicembre 2020 vanno a scadere le concessioni e dal primo gennaio 2021 se i tempi vanno rispettati rischiamo di rimanere tutti senza concessione”.

 

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