Xylella, l’allarme: “Decreto inapplicabile, non consente il recupero delle giornate perse”

LECCE – Quello che è perso, è perso. Quando si parla di giornate di lavoro, però, le cose cambiano. Soprattutto se in ballo ce ne sono 200 mila, accumulate in soli due anni, e che adesso rischiano di essere perse.

A lanciare l’allarme sul decreto emergenze, anti-xylella, è il sindacato Uila di Lecce.

“Siamo fortemente preoccupati – dice il segretario Mauro Fioretti – perché nonostante il via libera della Conferenza Stato-Regioni al Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, che prevede 300 milioni per la ripresa dell’attività produttiva, i lavoratori del settore che ormai non percepiscono più giornalmente un salario, sono completamente sprovvisti delle giuste tutele.

Senza contare poi – aggiunge – che il decreto risulta inapplicabile perché non consente il trascinamento delle giornate lavorate nell’anno precedente”.

Il cosidetto “trascinamento”, è opportuno ricordarlo, consiste nel riconoscimento, sia ai fini previdenziali che assistenziali, di giornate lavorative aggiuntive a quelle prestate, necessarie per raggiungere il numero di giornate effettivamente svolte nell’anno precedente a quello di fruizione dei benefici.

“Ne consegue – spiegano ancora dal sindacato – che, all’assenza di misure specifiche di intervento, si aggiunge la carenza degli strumenti “ordinari” previsti per gli eventi calamitosi”. A tal proposito, le federazioni nazionali e regionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno già richiesto, in una specifica lettera del 4 febbraio scorso, un incontro urgente con il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e il ministro per le Politiche agricole Teresa Bellanova per affrontare la grave crisi occupazionale che solo nella provincia di Lecce, dal 2016 al 2018, ha portato alla perdita di 200mila giornate di lavoro”.

 

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