Presunte irregolarità al Ciolo: tre assoluzioni e una condanna

LECCE – Tre assoluzioni e una condanna nel processo per presunte irregolarità nei lavori di consolidamento del costone roccioso in località “Ciolo”, a Gagliano del Capo.
Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di distruzione o deturpamento di bellezze naturali e abusivismo edilizio. Le richieste di condanna della pubblica accusa andavano dai sei agli otto mesi. Il giudice Valeria Fedele ha assolto Daniele Accoto, responsabile del settore pianificazione del Comune di Gagliano del Capo, Ippazio Fersini, facente parte di un’associazione temporanea di professionisti incaricata di redigere il piano dei servizi tecnici di progettazione e direzione dei lavori, e Emanuela Torsello, collega di Fersini, per la quale già la pm aveva chiesto l’assoluzione. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Riccardo Giannuzzi, Francesco Nutricati e Francesco Maggiore. Condannato al risarcimento dei danni, per Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa, l’ingegner Daniele Polimeno, difeso dall’avv. Stefano De Francesco.
L’indagine prese le mosse da un esposto presentato da Legambiente che fotografò i grossi fori praticati nella roccia dagli operai per l’installazione di reti protettive. Il progettoprevedeva l’utilizzo di oltre duemila “tondini” di acciaio e la demolizione di oltre 600 metri di scogliera. La difesa ha sempre sostenuto che le reti metalliche non sono state mai installate e che l’iter per mettere in sicurezza il costone roccioso fosse regolare.

 

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