Saponara: “A Lecce per il rilancio, insieme verso la salvezza. Ho scelto il numero di Baggio”

Riccardo Saponara, 28 anni, con il direttore generale del Lecce Giuseppe Mercadante

LECCE – (di Tonio De Giorgi) L’ultimo arrivato, Riccardo Saponara, è stato presentato al Via del Mare dal direttore generale del club giallorosso Giuseppe Mercadante. “Per lui parlano i numeri – afferma il dirigente -, Riccardo si presenta da solo. Il suo arrivo contribuisce alla crescita della squadra sotto il profilo della qualità e dell’esperienza, si tratta di un elemento funzionale al progetto tattico. Non è stata una trattativa né semplice né rapida, ma con la pazienza necessaria abbiamo chiuso l’accordo con le parti interessate”. Il nuovo calciatore giallorosso si dice entusiasta della nuova destinazione. “Ringrazio la società, mi ha mostrato grandissima fiducia  e volontà di volermi nell’organico di Liverani – ha detto Saponara -, ci tengo a ringraziare tutti e cercherò di dare il massimo contributo per la causa. La destinazione Lecce mi ha sempre intrigato tanto. Per me rappresenta l’opportunità di rimettermi in gioco”. Con Liverani sono bastate poche parole per capire quanto sia importante il ruolo sulla scacchiera tattica del tecnico romano. “A me piace avere responsabilità, essere al centro del progetto tecnico – spiega -, un gioco, quello di Liverani che si avvicina tanto alle mie caratteristiche. E Liverani, con quei piedi, sembra ancora un giocatore”. È stato sempre questo il suo ruolo, è cresciuto seguendo gli insegnamenti e le indicazioni di vari allenatori: Sarri, Giampaolo, Pioli. “Non solo loro – aggiunge -, vorrei ricordare anche Allegri, Martusciello, Marcello Carli, Ciccio Calzona. Tutti hanno contribuito a farmi crescere. Ultimamente di ruoli ne ho provati diversi, il ruolo di trequartista è quello che mi si addice di più, però quest’anno a Genova mi sono messo a disposizione come mezzala, quindi non avrei alcun problema”. Adesso tutti non vedo l’ora di vederlo all’opera nel 4-3-1-2 di Liverani. “Da un po’ che non gioco partite ufficiali, non so se Liverani cosa deciderà per Verona, ma io mi sento a disposizione, mi manca un po’ di condizione. Conosco diversi giocatori, mi hanno tutti parlato con grande entusiasmo di questa piazza e di questa tifoseria, ho trovato un ambiente familiare che mi mette subito nelle condizioni di poter fare bene”. A Genova non ha avuto molto spazio nonostante i cambi tecnici. “I motivi non li so – continua -,  mi sono sempre allenato, sono stato a disposizione prima di Andreazzoli e poi di Thiago Motta, una situazione particolare che non mi è mai capitata in carriera, non saprei spiegare i motivi della mia duratura esclusione. Non provo rabbia, però, ma solo positività per andare avanti e aiutare la squadra a salvarsi”. A Lecce per il rilancio, dunque, e ritrovare lo slancio che lo portò a vestire la maglia del Milan. E magari fare pure un pensierino alla Nazionale poiché nel suo ruolo non sono in tanti. “L’esperienza al Milan mi ha travolto positivamente – osserva -, ero giovane, non sono stato capace di gestire il salto fatto da Empoli, però mi ha aiutato a crescere. Non ho rimpianti, accetto il percorso che ho fatto, le esperienze del passato creano solo negatività inutili”. Indosserà la maglia numero 18 e spiega il motivo di questa scelta. “Me lo ha suggerito un mio amico perché vestito da un grande fantasista del passato – conclude -. Parlo di Roberto Baggio. Il mio idolo era Ricky Kakà con cui ho avuto l’onore di giocare al Milan, ma oggi ho le mie caratteristiche e voglio sfruttarle al meglio”.

 

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