Ecotassa, Luigi Quinto in campo per il recupero delle somme da restituire ai Comuni

SALENTO – Il Consiglio di Stato ha stabilito un principio molto chiaro. I Comuni che hanno conferito in discarica solo rifiuti trattati nei così detti impianti TMB, (trattamento meccanico-biologico, una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati) avrebbero dovuto pagare l’ecotassa nella misura minima di €/ton 5,16 fissata dalla legge nazionale.

I 257 Comuni della Regione si trovano tutti in questa situazione, poiché, quantomeno dal 2014, hanno conferito i rifiuti indifferenziati in impianti di trattamento con quelle caratteristiche.

Per questa ragione l’avv. Luigi Quinto ha attivato un’iniziativa collettiva nell’interesse dei Comuni, chiedendo alla Regione la restituzione delle somme illegittimamente richieste e dai Comuni versate.

“L’auspicio – ha dichiarato l’avv. Quinto – è che l’ente regionale riconosca l’errore commesso e restituisca prontamente le somme indebitamente pretese dalle comunità locali. Ciò anche in considerazione del fatto che quegli importi sono stati versati direttamente dai cittadini pugliesi attraverso il pagamento della Tari e che della restituzione beneficerebbero gli stessi cittadini, attraverso una corrispondente riduzione della pressione fiscale già a partire dal 2020. I segnali provenienti dalla Regione non sono però rassicuranti. Se è vero che il Consiglio regionale ha approvato una mozione proposta dai consiglieri di opposizione che impegna la Giunta a valutare la possibilità di procedere alla restituzione, è altrettanto vero che sulla mozione il Presidente Emiliano si è astenuto, evitando di prendere posizione. Si tratta di importi considerevoli. Basti pensare che, tra il 2014 ed il 2019, la Regione Puglia, applicando correttamente la norma nazionale, avrebbe dovuto incassare somme per 20 milioni di euro, nel mentre dai bilanci regionali risultano incassati circa 70 milioni, con un maggior gettito di 50 milioni, non dovuto secondo la sentenza del Consiglio di Stato. Due gli scenari possibili: la Regione potrebbe dare corso alla richiesta dei Comuni restituendo le somme illegittimamente richieste per gli anni scorsi, oppure potrebbe rimanere inerte, costringendo le amministrazioni ad avviare nuove battaglie legali davanti alla magistratura. C’è da augurarsi – ha concluso l’Avv. Quinto – che la Regione prenda finalmente atto del proprio errore nel richiedere ai cittadini pugliesi somme che non erano dovute. Lo hanno affermato il TAR, il Consiglio di Stato e persino la Corte Costituzionale. L’auspicio è che si ponga finalmente fine alla fase di contrapposizione e si passi ad un tavolo di confronto e concertazione tra gli Enti locali, da me sempre auspicato nel corso dei vari contenziosi ma finora sempre rifiutato dalla Regione, così da pervenire ad una soluzione che possa salvaguardare sia il contenimento della tassazione a carico dei cittadini, sia la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati da conferire in discarica. “Nulla vieta – lo ha detto la Corte Costituzionale – che il sistema di incentivi alla raccolta differenziata e il trattamento fiscale agevolato previsto per gli scarti e i sovvalli coesistano”.

 

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