Stallo processo “case popolari”, dubbi sulle intercettazioni

LECCE- Alcune delle conversazioni ambientali intercettate nel corso delle indagini sulle Case Popolari, sono poco chiare, per questo la trascrizione potrebbe essere stata non perfetta.  Lo ha ammesso in aula il perito del Tribunale Maurizio Scalese, incaricato della trascrizione delle intercettazioni e ha parlato della necessità di un riascolto delle stesse, in alcuni punti poco chiare. L’uomo è stato ascoltato in mattinata in aula bunker, dove è in corso il processo che vede imputati anche ex assessori e funzionari del Comune di Lecce accusati, tra l’altro, di aver dispensato favori agli inquilini delle case popolari in cambio di voti. Anche gli stessi magistrati inquirenti, i pm Roberta Licci e Massimiliano Carducci, hanno indicato la necessità di una integrazione della perizia alla luce dell’annalisi del proprio consulente che aveva rivelato come in alcune parti ritenute “incomprensibili” ci sia invece la possibilità di individuare le parole esatte.  Le trascrizioni quindi potrebbero essere incomplete. Su queste, c’è da dire, si basano molte delle accuse contestate agli imputati. Il giudice Pietro Baffa ha quindi disposto un’integrazione delle perizie. I tempi del processo si allungano quindi. La prossima udienza è fissata al 22 aprile prossimo quando si discuterà proprio delle nuove trascrizioni.

 

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