Scu, slot illegali e scommesse clandestine: 10 arresti, sequestri per 7 milioni

SALENTO- Il metodo mafioso per imporre slot machine e videopoker in numerosi bar, ristoranti e sale da gioco nell’hinterland di Galatina, ovvero il “feudo” dei Coluccia, con i gestori costretti, sotto minacce e intimidazioni, ad installare oltre 400 macchinette da gioco di proprietà delle società di due imprenditori: A fronte di un eventuale rifiuto partivano minacce, attentati, ritorsioni anche fisiche da parte degli uomini del clan. Alcuni sono stati picchiati, altri hanno trovato dei proiettili davanti al locale. I titolari di diverse società di videogiochi, i fratelli Alberto Marra 51 anni e Massilimiliano Marra, 49, di Galatina, sono stati arrestati all’alba termine di una vasta indagine coordinata dalla Dda di Lecce e condotta dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria. Risultano, pur non facendone parte, in affari con la Scu salentina, avendo interesse ad imporre il monopolio nel settore dei videogiochi legali e illegali, non solo nel Salento, ma anche in altre parti d’Italia: a Brindisi, Taranto e nel Lazio nelle provincie di Frosinone e Latina. In cambio corrispondevano ai clan, anche quelli brindisini, un introito fisso calcolato sulla percentuale dei guadagni.

Il giro d’affari era vorticoso anche nella raccolta di scommesse per eventi sportivi, fatte confluire sulle piattaforme informatiche di bookmaker stranieri. Più i 70 finanzieri del Comando Provinciale di Lecce che hanno eseguito 10 arresti e u n sequestro preventivo di beni per oltre 7 milioni di euro tra fabbricati, terreni, autovetture, società, ditte individuali, polizze assicurative e conti correnti presso vari istituti di credito. In carcere oltre ai due fratelli è finito Gabriele Antonio De Paolis, 44 anni di Galatina. Ai domiciliari: Leonardo Costa 59 anni di Corigliano d’Otranto, Luigi Marra, 79 anni, padre dei due imprenditori; Pamela Sabina Giannico, 46 anni di Galatina. In quattro sono invece sottoposti all’ obbligo di firma giornaliera alla polizia giudiziaria: Andrea Bardoscia 39 anni di galatina, Daniele Donno 27 anni di Corigliano d’Otranto, Stefano Greco 33 anni di Aradeo, Maurizio Zilli 37 anni di Galatina.

Un’indagine basata su intercettazioni, pedinamenti, analisi di centinaia di conti bancari, anche esteri che ha dimostrato l’esistenza di un business milionario legato alle scommesse sportive a quota fissa, ma illegali perché collegate a network esteri ed al gioco d’azzardo anche attraverso slot machine “taroccate”: manomesse cioè, per interrompere i flussi telematici di comunicazione ai Monopoli di Stato. Le indagini hanno inoltre confermato le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia che hanno indicato gli indagati come punto di riferimento della S.C.U. nella gestione del sistema dei giochi e scommesse nel Salento. Le ipotesi di reato contestate sono associazione per delinquere di tipo mafioso, frode informatica, esercizio di giochi d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza e trasferimento fraudolento di valori.

 

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