Il M5s perde altri pezzi: se ne vanno Nitti e Aprile dopo la bufera sui morosi

TAVIANO- Il M5s continua a perdere pezzi. A lasciare stavolta sono i leccesi Nadia AprileMichele Nitti, entrambi deputati che hanno chiesto di aderire al gruppo Misto.

Aprile, parlamentare di Taviano, è stata al centro dell’ultima polemica sulla mancata restituzione di parte degli stipendi al Movimento, secondo la regola dei pentastellati, con l’avvio del procedimento disciplinare a suo carico comunicato dai probiviri il 13 gennaio scorso: non si è mai tagliata l’indennità nel 2019, mentre Nitti residente a Lecce ma originario di Adelfia  non restituisce da aprile scorso. Pertanto entrambi erano finiti nella lista nera dei parlamentari morosi, rischiando, dunque, di essere espulsi.

“Non posso nascondere che i fatti che mi hanno visto protagonista nell’ultimo periodo mi hanno seriamente scossa – ha detto in una nota Nadia Aprile -. La situazione in cui mi sono trovata è dipesa esclusivamente da un’inesorabile deriva autoritativa del MoVimento e dalla mancata considerazione in cui sono stata tenuta come Parlamentare e come persona“.

Nadia Aprile aveva vinto nel collegio maggioritario Puglia 9 – Casarano alla Camera dei Deputati, raccogliendo 61.884 voti, pari al 41,9%, superando Rocco Palese del centrodestra e Ada Fiore per il centrosinistra.

“Dopo aver riflettuto a fondo” e ritenendo “illegittimo ed infondato il procedimento a mio carico – ha proseguito – ho deciso di non continuare più a militare nel MoVimento. Mi ha offeso l’ingiustificato attacco mediatico a cui sono stata sottoposta (venendo dipinta, da quasi tutti gli organi di stampa nazionale, come ‘morosa’ e inadempiente agli obblighi assunti per vili fini personali di natura economica), senza ricevere alcuna tutela da parte del MoVimento, benché (circostanza ben nota ai vertici), io abbia solo cercato, sin dallo scorso mese di aprile, di avere chiarimenti sull’autoritaria costituzione del ‘Comitato per le rendicontazioni/rimborsi del MoVimento 5 Stelle’ e sull’imposizione di destinare le restituzioni al predetto organo privato, costituito, ad hoc, dopo l’inizio della legislatura” dice Aprile, motivando la sua decisione di lasciare il gruppo M5S.

“Mi ha ancor di più offeso – ha continuato – l’aver ricevuto, di tutta risposta, dopo circa nove mesi di silenzio, la comunicazione, inviatami dai probiviri il 13 gennaio u.s., dell’apertura di un procedimento disciplinare a mio carico. Ebbene, dopo aver riflettuto a fondo sull’intera vicenda, ritenendo illegittimo ed infondato il procedimento aperto a mio carico (con il mio comportamento non ho violato né le previsioni dello Statuto, né quelle del Codice Etico), ma certa di aver contribuito, con la mia presa di posizione, a rendere pubblici comportamenti di dubbia legittimità, sono giunta alla determinazione di non poter più continuare a militare nel MoVimento di cui, sebbene condivida ancora i principi ispiratori, non mi è più possibile tollerare i metodi. Pertanto ho formalmente comunicato al Presidente della Camera Roberto Fico la mia decisione di lasciare il Gruppo Parlamentare MoVimento 5 Stelle”, conclude Aprile.

 

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