Monastero di Sant’Elia, studiosi già in campo: “Potenziale sito archeologico”

TREPUZZI – Non c’è soltanto il silenzio dell’abbandono. Qui, nel Monastero di Sant’Elia di cui due giorni fa vi abbiamo documento lo stato di decadenza, c’è anche il silenzio di chi invece agisce. Silenzio perché i lavori di ricerca, a cura di un’équipe di volontari del Cnr e di archeologi, sono in realtà tuttora in corso. Quelle al vaglio sono delle ipotesi, in parte però già ritenute attendibili dalla Soprintendenza. Tanto che, secondo questo gruppo di studiosi ed esperti scesi in campo spontaneamente, vi sono tutti gli estremi perché il Monastero possa diventare un sito archeologico.

Un passo alla volta. Dopo il nostro servizio-denuncia, uno dei tanti realizzati nell’ambito delle 10 battaglie di TeleRama, siamo stati contattati da un membro di quest’équipe di ricerca. Siamo tornati sul posto con lui: Marco Presta, 34 anni, studente di Archeologia di Squinzano. A mettere in moto quello che sta accadendo è stato proprio un suo ritrovamento: durante una passeggiata è riuscito a scorgere sul terreno una statuetta raffigurante presumibilmente un “uro”, antenato dei bovini (periodo paleolitico) che ha poi sottoposto all’attenzione della Soprintendenza.

Alla luce di questo episodio, la Dott.ssa Daniela Tansella (in rappresentanza della Soprintendenza di Lecce) insieme ad una squadra di archeologi, si è recata sul posto per un sopralluogo e poco dopo alcuni rappresentanti del CNR di Roma ne hanno effettuato un altro in vista di future indagini geofisiche.

In seguito si sono succedute le visite di numerosi studiosi, tra cui due affermati medievalisti che, durante il loro sopralluogo, hanno rinvenuto della ceramica presumibilmente databile al IV/V secolo.

Ma non finisce qui. Di elementi presumibilmente precedenti alla costruzione del Monastero ce ne sono e come. E così ce li facciamo mostrare (Le immagini nel VIDEO in coda al testo).

È stata, peraltro, prodotta una mappatura delle cavità sottostanti a tutto il perimetro del convento e, a proposito di questo, proprio nello scorso dicembre una squadra di speleologi ha esplorato due dei pozzi presenti nel giardino, al termine di uno dei quali è stata rinvenuta una galleria ancora tutta da scoprire.

Il nodo da sciogliere, purtroppo, resta sempre lo stesso. La ricerca, per andare avanti, necessita di fondi. In primis sarebbe necessaria un’indagine geologica che un esperto si è anche proposto di effettuare alla modica cifra di 2mila euro, pur di consentire al Monastero di avere la tanto attesa seconda possibilità.

Considerato che sono ben tre i Comuni a spartirsi la proprietà dell’immobile (Squinzano, Campi Salentina e Trepuzzi) l’appello è rivolto ai rispettivi sindaci.

Erica Fiore

 

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