Adesca ragazzine sulle chat: palermitano in manette. Quattro vittime sono salentine

SALENTO- 40enne, palermitano, di professione informatico. Dati anagrafici di quello che si è rivelato essere, a conclusione di una complessa indagine partita da Lecce e portata avanti dai carabinieri di Copertino e dal pm Luigi Mastroniani, un predatore seriale di ragazzine minorenni, le più piccole di 12 anni.

12 vittime, solo quelle individuate, ma in tutto sono un centinaio, in diverse città in tutta Italia: 4 sono leccesi, tra Parabita, Tricase e Copertino. L’uomo, che passava le sue giornate chiuso in una stanza piccola e sporca ricolma di supporti informatici, è stato portato in carcere all’alba, destinatario di un decreto di fermo a firma del pm Luigi Mastroniani e del procuratore Leonardo Leone De Castris con le accuse di pornografia minorile ed estorsione.

I carabinieri, guidati dal  comandante della tenenza di Copertino, il tenente Salvatore Giannuzzi, lo hanno raggiunto a Palermo in casa. Qui i militari hanno sequestrato tutto il materiale pedopornografico, pc e cellulari. Durante l’indagine i militari lo hanno perquisito tre volte ed hanno trovato una mole incredibile di materiale sospetto, circa 27 mila immagini e oltre 3 mila contatti telefonici che si procurava con decine di profili falsi. Utilizzando la foto di un bel ragazzo, naturalmente non sua, riusciva ad ottenere su Fb e altri social l’amicizia delle ragazzine. Le corteggiava, si mostrava innamorato, poi passava alla fase successiva: chiedeva loro delle foto senza vestiti oppure delle parti intime. Dopo aver vinto ogni resistenza, con una incredibile abilità adulatoria, passava alla fase tre: quella del ricatto. Aveva in mano le foto e poteva in questo modo minacciarle di dire tutto ai genitori: “Mi dispiace, l’hai voluto tu- si legge in alcune delle chat- sono costretto a cercare il numero dei tuoi… domani passerai i guai”.

Terrorizzate le adolescenti acconsentivano così ad ogni sua richiesta sessuale, nonostante molte di loro volessero tirarsi fuori: video chiamate durante le quali le ragazze erano costrette a spogliarsi e ad accontentare ogni suo raccapricciante desiderio, a volte anche violento. Impossibile scendere nei particolari di quello che i carabinieri hanno documentato. L’indagine ha preso il via dopo la denuncia della famiglia di una delle minori ai carabinieri di Copertino. La ragazzina si è confidata con le insegnanti e queste hanno raccontato tutto ai genitori dopo aver visto le foto.

I reati contestati sarebbero avvenuti tra il marzo 2018 e aprile 2019. L’uomo si torva ora nella Casa Circondariale “Pagliarelli” ma presto tutti gli atti saranno trasferiti a Lecce per il seguito giudiziario della vicenda.

M.Cos.

 

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