Ecotassa, Comuni vittoriosi: Regione rischia di dover restituire 10 milioni

LECCE- Una battaglia durata anni e alla fine l’hanno spuntata loro, 92 sindaci della provincia di Lecce: arriva al capolinea il braccio di ferro sull’ecotassa. Non una cosa da poco: la Regione rischia di dover restituire loro una somma complessiva di circa 10 milioni di euro.

Il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine con una sentenza pubblicata nelle scorse ore: stabilice che i Comuni leccesi hanno diritto a versare l’ecotassa nella misura minima del 20 per cento, indipendentemente dalla percentuale di raccolta differenziata da ciascuno raggiunta. Un diritto riconosciuto per il passato, ma non a tutti, e per il futuro, stavolta a tutti.

La vicenda è nota e risale al 2014: la Regione Puglia fissò la misura dell’ecotassa a 25 euro per ogni tonnellata di rifiuto conferito in discarica, il massimo previsto dalla legge nazionale, per tutti i Comuni che non avessero raggiunto elevate percentuali di raccolta. I Comuni hanno presentato ricorso tramite l’avvocato Luigi Quinto.

Uno il punto centrale su cui hanno insistito: gli atti regionali violano la legge statale del ’95 che ha istituito l’ecotassa e ha riconosciuto però una premialità, pari alla riduzione dell’80 per cento del tributo, per chi conferisce in discarica solo lo scarto e il sovvallo di un particolare trattamento. L’impiantistica presente nel Leccese consente di ottenere ciò, anche se le percentuali di differenziata sono basse. Ecco perché prima il Tar, poi la Corte Costituzionale e ora anche il Consiglio di Stato hanno dato ragione ai Comuni.

“La sentenza odierna – ha dichiarato Quinto – pone fine ad una situazione di ingiustizia. Dietro la foglia di fico dell’obiettivo della raccolta differenziata, si è voluto imporre un balzello non dovuto secondo la disciplina nazionale”.

Cosa accade ora? “Bisogna distinguere due periodi temporali – ha chiarito Luigi Quinto – quello precedente la sentenza e quello successivo. Per il passato, della decisione potranno beneficiare i soli Comuni ricorrenti, in quanto l’annullamento disposto dal Giudice non riguarda l’intero provvedimento, bensì le singole determinazioni tariffarie. Solo chi ha proposto ricorso ha quindi diritto ad ottenere dalla Regione la differenza tra quanto versato e la minor somma di 5,16 euro. Tutto ciò salvo che l’Ente regionale non decida di estendere gli effetti della decisione del Consiglio di Stato a tutti i Comuni per evitare disparità di trattamento”. Per il futuro, invece, si stabilisce che tutti i Comuni pugliesi conferiscono in impianti di trattamento meccanico-biologico hanno diritto d’ora in avanti al pagamento dell’ecotassa in misura ridotta.

 

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