Violazione zona rossa, 25 NoTap in aula. Ascoltati i testimoni, Tap assente

LECCE – Non ci sono solo i 25 attivisti contrari al gasdotto, accusati di essersi messi di traverso, in vario modo, all’istituzione della zona rossa. In aula, in mattinata, ci sono altrettatanti compagni di battaglia, che hanno deciso di solidarizzare con gli imputati finiti sotto inchiesta. I fatti contestati risalgono al novembre 2017, il fascicolo porta la firma del pm Maria Rosaria Micucci.

Durante l’udienza si è proceduto all’ascolto di 9 testimoni su 10: dirigenti e agenti di Digos, Alma Roma e Questura. Assente, seppure previsto, l’ex country manager di Tap Michele Elia.

Le dichiarazioni rilasciate sono, chiaramente, ricostruzioni a supporto dei reati contestati: manifestazione non preavvisata, danneggiamento (per aver divelto una telecamera dell’infopoint di Tap); violenza privata e minaccia, per aver impedito il transito di un’auto della vigilanza Alma Roma e per essersi seduti a terra impedendo il passaggio ad un camion della multinazionale. Ci sono poi le accuse di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di agenti in borghese di Squadra Mobile e Digos.

Secondo il collegio difensivo tanti gli aspetti poco chiari sui quali i legali cercheranno di fare luce nella prossima udienza, fissata per il 14 maggio.

In merito al filone di inchiesta inerente il presunto mancato rispetto della direttiva Seveso in sede di realizzazione del gasdotto Tap, soltanto in mattinata e a distanza di quasi quattro mesi dalla richiesta di archiviazione, è giunta la notifica alle parti offese. Dunque si riaprono i termini di venti giorni, a partire da oggi, per presentare ricorso. Passo che il collegio difensivo è già pronto a fare.

 

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