Emiliano contro Carofiglio? Spunta l’ipotesi. Meloni incalza, ma Roma la tiene a bada

Il Pd romano scettico per le divisioni su Emiliano; nel centrodestra la Meloni scalpita per l’asse Salvini-Berlusconi mentre nel centrosinistra qualcuno vorrebbe il parlamentare/scrittore Carofiglio

BARI- Lunedì 16 dicembre, Giorgia Meloni a Bari cercherà di mettere il cappello sulla Puglia ma il tavolo del centrodestra romano non ha definito nulla di certo né per questa né per le altre regioni chiamate al voto nel prossimo maggio. Qualcuno ipotizza che la venuta della leader di Fratelli d’Italia significhi cercare un’accelerata per la scelta del candidato presidente, ma da Roma frenano qualsiasi fuga in avanti. L’unità prima di tutto: è questo l’imperativo, oltre alla scelta del candidato migliore e meno divisibile possibile.

Rispetto alle rivendicazioni sul miglior candidato alla base ci sono anche i voti dei singoli partiti. E domenica da Taranto Andrea Crippa, il vice nazionale di Salvini, è stato chiaro: unità, ma il risultato ottenuto in primavera dal partito imporrebbe la scelta di un uomo della Lega.

Il centrodestra dovrà trovare l’accordo per la Puglia al di là delle rivendicazioni di lunedì e anche in base alla ripartizione delle altre regioni, partendo dalla Toscana senza tralasciare le Marche, per ora in quota fratelli d’Italia, e la Calabria. Di certo non sarà Salvini a porre veti sulle rivendicazioni della Meloni ma questa potrebbe desistere, malgrado la venuta di lunedì probabilmente per alzare la posta, concedendo a Fratelli d’Italia la Toscana, con la candidatura del parlamentare meloniano Giovanni Donzelli.

Altra storia quella nel centrosinistra, dove le primarie potrebbero decidere se riconfermare o meno la candidatura di Emiliano, ma dal Pd di Roma non c’è alcun nulla osta sulla situazione pugliese. I democratici nazionali non si sono espressi, ma sul nome di Emiliano sarebbero troppe le divisioni e le non volontà di volerlo d’ufficio candidato come spesso avviene dopo il primo mandato. Ciò potrebbe far spuntare un altro nome per tentare di formare una coalizione che riunisca tutta la sinistra e possa consentire il sì anche del Movimento 5 stelle. Qualcuno pensa al parlamentare/scrittore, ex magistrato, Gianrico Carofiglio ma, se le primarie dovessero realmente celebrarsi ed i grillini perseverare sul no all’unità con il partito alleato nel governo Conte bis, diventerebbe tutto più difficile con buona pace del centrodestra che, seppur senza nome, vedrebbe una partita agevolata dalle spaccature altrui come i sondaggi confermerebbero.

 

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