Mafia e affari, 36 indagati. C’è anche il sindaco Stefanelli

SCORRANO – Le indagini preliminari sono state chiuse per i 36 indagati nell’inchiesta sfociata, il 24 giugno scorso, nell’operazione Tornado dei carabinieri di Maglie. Una bufera giudiziaria che si era abbattuta sul comune di Scorrano e il suo hinterland tirando dentro lo stesso primo cittadino del comune Guido Nicola Stefanelli. C’è anche il suo nome nella lista degli indagati che hanno ricevuto l’avviso a firma del pubblico ministero Maria Vallefuoco.

L’ accusa per lui è di concorso esterno in associazione mafiosa “per aver collaborato pur non facendone parte, alla realizzazione dei fini dell’associazione nel promettere agli appartenenti al sodalizio criminoso l’aggiudicazione di appalti e servizi pubblici“. Nella chiusura indagini si fa riferimento in particolare alla gestione del parco comunale La Favorita con annesso chiosco bar e la gestione dei parcheggi comunali. Il sindaco si sarebbe impegnato a superare gli ostacoli di natura burocratico- amministrativa connessi alle aggiudicazioni ottenendo, come contropartita, il sostegno del clan nelle competizioni elettorali alle quali era interessato.

Tutte cose già messe nero su bianco nell’ordinanza del giugno scorso e nell’informativa dei carabinieri. Per lo stesso reato è indagato Massimiliano Filippo, uomo di fiducia del sindaco, nonché dipendente della Nuova Era, amministrata da Stefanelli, la ditta che proprio a seguito dell’inchiesta, ha ricevuto l’interdittiva antimafia da parte del prefetto.

E poi ci sono i capi del presunto sodalizio: Giuseppe Amato, detto “padre eterno”, volto noto della criminalità organizzata, legato ad una figura storica della Sacra Corona Unita Corrado Cucurachi, con al suo fianco il figlio Francesco Amato, punto di riferimento di un reticolo associativo composto da giovani elementi che si muovevano secondo le sue direttive, seguendo la linea della forza di intimidazione. Sono 36 in tutto gli indagati che rispondono, a vario titolo, di associazione  “associazione di tipo mafioso”, “associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”, “danneggiamento seguito da incendio”, “detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti”, “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “estorsione”, “ricettazione”, “minaccia aggravata”, “porto abusivo di armi” e “sequestro di persona e violenza privata”. Un’inchiesta che ha avuto anche degli strascichi politici. Pochi giorni fa

La Presidente del Consiglio di Scorrano Annagrazia De Cagna ha rassegnato le dimissioni parlando in una lettera di “un’ istituzione la cui credibilità è stata irrimediabilmente minata con un sindaco trincerato dietro un silenzio divenuto “assordante”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*