Mafia, Comune di Carmiano sciolto per 18 mesi: “accertati condizionamenti”

CARMIANO-Almeno 18 mesi di commissariamento con possibilità di proroghe: il Comune di Carmiano, guidato dal Sindaco Giancarlo Mazzotta, è stato sciolto per infiltrazioni mafiose con una delibera del Consiglio dei Ministri riunito lunedi pomeriggio, e si prepara ad accogliere i commissari incaricati e già individuati: si tratta dei viceprefetti Daniela Buccoliero e Francesco d’Alessio, e del funzionario della finanza Michele Marcuccio.

La decisione è stata contestuale allo scioglimento di Africo, in provincia di Reggio Calabria ed è stata presa su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, “a seguito di accertati condizionamenti– si legge nel portale del Governo- da parte delle locali organizzazioni criminali”.

Il Viminale, dunque, ha fatto proprie le conclusioni del Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta che, il 17 settembre scorso, aveva formalmente avanzato richiesta di scioglimento dopo il deposito della relazione svolta dalla Commissione d’accesso insediata nel Comune a marzo e composta dai vertici delle forze dell’ordine salentine. Gli investigaotri per diversi mesi sono stati negli uffici comunali acquisendo documenti e ascoltando persone, esaminando gare d’appalto e incarichi. Un lavoro congiunto durato circa sette mesi e confluito in una relazione di 100 pagine sulla quale si era espresso, con delle valutazioni, anche il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica riunito in Prefettura alla presenza del procuratore capo Leonardo Leone De Castris.

Cosa ha pesato in particolare sulla decisione del Consglio dei Ministri?

La vicenda Montodoro: il boss della Scu di Casarano, attualmente collaboratore di giustizia fece il nome di Mazzotta parlando di un suo incontro con il sindaco avvenuto a Casarano per discutere della realizzazione di un supermercato, al quale il neo pentito era interessato. Dichiarazioni rese pubbliche nel corso dell’udienza preliminare del processo Bcc Terra d’Otranto, nel quale Mazzotta è imputato. Nella scorsa udienza il pubblico ministero Carmen Ruggiero ha chiesto l’ascolto, tra gli altri, proprio di Montedoro. Ma a pesare nella decisione ci sono altre questioni finite nella relazione: appalti poco trasparenti in procedura di evidenza pubblica e il rinvio a giudizio anche per l’articolo 7, che contesta l’aggravante del metodo mafioso. Il sindaco Mazzotta, il cui secondo mandato era in scadenza nella prossima primavera, dovrà quindi lasciare il timone del Comune. Insieme a lui assessori e consiglieri comunali per i quali vige il divieto di potersi candidare.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*