Qui nessuno è escluso: ecco il “Vivaio dell’Inclusione” dedicato a Luigi Russo

CASTIGLIONE D’OTRANTO – Nell’ambito della semina collettiva, è stato presentato a Castiglione d’Otranto il progetto “Vivaio dell’Inclusione”, vincitore del bando Puglia Capitale Sociale 2.0. E la Casa delle agricolture Tullia e Gino ha voluto dedicarlo a Luigi Russo, storico attivista e presidente del Csv Salento scomparso due settimane fa.

Tutto accade nel magico mondo di “CHI SEMINA UTOPIA RACCOGLIE REALTÀ”, settima edizione di un evento che vede grandi e piccoli con le mani nella terra, per seminare, tutti insieme, i cereali antichi.

E ora, con il vivaio, prende il via un altro progetto dalla forte valenza sociale. Finanziato con 20mila euro, oltre a 5mila di cofinanziamento dell’associazione capofila, punta a tre grandi obiettivi: contrasto alle solitudini involontarie, specie nella popolazione anziana, attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento partecipato; sostegno alle attività di accompagnamento al lavoro di fasce deboli della popolazione; attività di promozione e salvaguardia delle aree ambientali. Il “Vivaio dell’Inclusione” sarà un laboratorio sociale di comunità per la produzione, selezione e conservazione dei semi e piante madri di cultivar locali di ortaggi (cavoli, finocchi, pomodori, zucchine, melanzane e altri) e frutti minori. Serve a implementare in chiave sociale quanto già avviato con Salentokm0 e Parco Otranto-Leuca nell’ambito di BiodiverSo, per mantenere l’utilità delle risorse genetiche e tutelare i diritti dei contadini. Le attività che saranno svolte nei prossimi mesi assieme ad anziani, migranti e portatori di altre abilità (almeno 15 ambosessi) saranno sia agricole che di produzione alimentare: dopo apposita formazione, saranno catalogate e riprodotte piante a rischio estinzione, al fine di incrementare la biodiversità agraria; sarà allestita una biblioteca dei semi salvati; sarà costruita in bioedilizia una piccola serra per la cura delle orticole; saranno avviati laboratori di cucina etnobotanica e di panificazione.

La semina collettiva è una festa rurale diventata appuntamento fisso dell’autunno salentino. Organizzata da sette anni dall’associazione Casa delle Agriculture e dall’omonima cooperativa, con il patrocinio del Comune di Andrano, vede il coinvolgimento delle cooperative sociali L’Adelfia e Harka, dell’associazione Auser Ponte Andrano-Castiglione e di Swim Liberi di Nuotare. L’obiettivo è quello di officiare il rito della semina dei cereali antichi nei campi che sono stati sottratti all’abbandono, riavvicinare alle pratiche di agricoltura naturale, valorizzare il ruolo delle fasce sociali considerate marginali ma che per Casa delle Agriculture rappresentano il vero valore aggiunto: portatori di altre abilità, anziani, migranti.

La giornata si è aperta con “Inforniamo”, laboratorio di biscotti per grandi e piccini a cura di Harka nel forno di comunità, e con “Amici mugnoli”, per insegnare ai bambini a creare un orto. “A spaglio” è invece il rito della semina con gli anziani; “Seminiamo inclusione” è stato un momento di dialogo con le famiglie con altre abilità. Per concludere, tutti a tavola con il pranzo del contadino preparato dalle famiglie del posto e il live musicale di Massimo Donno.

A metà mattinata è stato presentato il vivaio.

La scelta di dare il nome di Luigi Russo a questa nuova e promettente realtà non è affatto casuale: “Il suo esempio -spiegano-diventa ancora di più motivo di lotta per la salute di questa terra e nuovo slancio per la solidarietà e l’inclusione di chi, altrimenti, è destinato ai margini”.

 

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