Punti nascita, cambiano le regole: un anno per adeguarsi

BARI – Novità in arrivo per i punti nascita. Dopo aver evitato che la mannaia si abbattesse su tutti quelli con meno di 1000 parti l’anno, è tempo di adeguarsi alle nuove norme. E per farlo ci sono due anni da adesso.

L’accordo tra Regione e Ministero è stato sancito a Roma e adesso dovrà diventare operativo. I punti nascita si classificheranno in I e II livello come per gli ospedali. E proprio questa classificazione blinderà quelli che hanno vissuto sulla graticola a lungo e che sono stati confermati dal piano ospedaliero regionale.

A distinguere i due livelli, diversi parametri, a cominciare dal più importante e che prima decretava la sorte della struttura: la presenza della terapia intensiva. Il secondo è proprio il numero di parti.

Il Vito Fazzi di Lecce e il Panico di Tricase saranno punti nascita di II livello, Galatina, Gallipoli e Scorrano saranno di I livello.

Nel dettaglio: i punti nascita di primo livello sono quelli nei quali non ci sono particolari esigenze per le partorienti e per i nascituri. Il volume dei parti all’anno va dai 500 ai 1000. E’ necessario una sala operatoria nel blocco travaglio, le sale travaglio devono essere due e dotate di impiantistica completa, nello stesso piano anche nido, roming in e degenza neonatale. Le degenze ostetriche devono essere separate da quelle ginecologiche e devono prevedere anche day surgery e day service. Un servizio di terapia intensiva e rianimazione deve essere disponibile o communque deve essere garantito un collegamento con lo stesso. Altro requisito: ambulatori per gravidanze a termine e a rischio e un’area dedicata per le interruzioni volontarie. Il tutto con risorse umane adeguate. Con la specifica di almeno due ostetriche per turno.

Il II livello ha standard più alti di quelli appena citati; le sale travaglio salgono a tre, anche quattro se si arriva a 2000 parti. Dai 1200 parti le sale operatorie nel blocco devono essere due. Ci deve essere anche un’area adibita a Pronto soccorso ostetrico. Fondamentale la terapia intensiva per la mamma e per il bambino, il coordinamento con l’emergenza urgenza, specialisti in ogni disciplina da reperire con velocità, diagnostica e trasfusioni h24.

Anche le Neonatologie saranno classificate nello stesso modo. Di I livello sono quelle che assistono bimbi nati senza patologie che richiedono il ricovero ma dotate di almeno due lettini per rianimazione neonatale, incubatrice per il trasporto, sei posti letto per degeneze e dieci culle.

Le neonatologie di II livello, oltre ad avere i requisiti di cui sopra, sono quelle con la Terapia Intensiva Neonatale. Le aree per l’assistenza ostetrica e neonatale devono essere funzionalmente collegate fra loro in modo agevole. Le incubatrici nella terapia intensiva devono superare del 20% i posti letto, per la sub intensiva il 50% dei posti letto. Naturalmente le strumentazioni tecnologiche devono essere modernissime e complete per affrontare ogni esigenza prima e dopo la nascita e tutti gli specialisti presenti h24.

Entro il 30 settembre 2020 la giunta regionale deve approvare i piani di adeguamento presentati dalle Asl, pena la revoca dell’accreditamento sia nel pubblico che nel privato. L’adeguamento deve essere concretamente completato entro e non oltre il 31 dicembre 2021.

 

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