Caso Ciullo, la perizia sul cellulare: usato dopo la morte

LECCE – Caso Ciullo: alla luce, dalla perizia svolta sui telefoni in uso al dj radiofonico, i registri delle chiamate in entrata ed in uscita ed altri file che erano stati considerati irrecuperabili. Depositata nelle scorse ore in Procura l’integrazione alla consulenza svolta dall’Ingegner Luigina Quarta, consulente nominato dai genitori del giovane dj trovato impiccato ad un albero il 22 giugno nelle campagne di Acquarica del capo. Caso inizialmente liquidato come un suicidio sulla base del fatto che nell’auto del ragazzo fu ritrovata una presunta lettera di addio ai genitori che però non hanno mai creduto alla versione suicidaria. La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo per Istigazione al suicidio e ha indagato un uomo con cui il ragazzo aveva avuto una tormentata relazione.

Secondo la perizia l’ultima attività del cellulare di Ivan sarebbe stata registrata ben oltre l’orario presunto della sua morte: alle 20:14: risulterebbe un aggiornamento della posta elettronica, attività sui social e l’apertura di un file Mp3.

Inoltre la perizia dimostrerebbe che il cellulare alle 19,09 si trovava nel centro di Taurisano e non in località Calie, dove è stato ritrovato il corpo di Ivan e dove la sua macchina si era fermata alle 17,13, come testimonierebbe il satellitare installato nell’auto.

L’analisi metterebbe anche in luce alcune contraddizioni nelle dichiarazioni ufficiali dell’indagato, che ha affermato di aver ricevuto il 21 giugno diverse telefonate da parte di Ivan, di non aver risposto e di averlo richiamato alle 19. Per i tabulati della perizia Ivan lo avrebbe chiamato una sola volta, poi gli avrebbe inviato un messaggio .

L’uomo ha sempre sostenuto di aver letto solo a tarda sera il messaggio in questione e di essere passato davanti casa di Ivan per accertarsi che fosse tutto a posto e di aver verificato che la sua auto non c’era. La perizia tecnica dimostrerebbe che lui quel messaggio l’avrebbe letto subito, poco dopo l’invio, e il suo gps testimonierebbe che in quel giorno non sarebbe mai andato davanti casa di Ivan.

Infine la perizia si sofferma su un dato circostanziale: l’indagato ha dichiarato di aver parlato con Ivan il giorno precedente, il 20 giugno, e di averlo sentito molto sconfortato. Ma i messaggi e i vocali rinvenuti dall’Ingegner Quarta sul cellulare racconterebbero di un Ivan pieno di vita, di amicizie e di un tono sempre allegro e scherzoso.

 

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