Rifiuti, sei Comuni “accerchiano” Cavallino: stop altri impianti, un milione a testa ai Comuni

CAVALLINO- La richiesta alla Regione sul Piano rifiuti ora è ancora più chiara da parte dei sei Comuni di Lizzanello, San Donato di Lecce, San Cesario di Lecce, Lequile, Castrì di Lecce e Vernole, che si stanno muovendo compatti contro la realizzazione di nuovi impianti a Cavallino.

“La forte preoccupazione della popolazione – spiegano – è sicuramente giustificata anche dalla circostanza negativa che gli impianti già realizzati e le gestioni affidate per un determinato periodo di tempo poi siano stati prorogate in modo seriale, con provvedimenti amministrativi definiti di volta in volta “urgenti”, ma che continuano ad incidere negativamente di fatto sine die sempre sullo stesso territorio”.

“Si rappresenta – scrivono i sindaci – la necessità e l’urgenza che nel novero dei criteri localizzativi previsti dal Piano rifiuti in fase di approvazione siano individuate come «aree di caratteristiche escludenti rispetto ad ipotesi localizzative di nuovi impianti, ampliamenti e modifiche» anche le aree in cui sono già presenti più impianti o impianti complessi di conferimento e di trattamento di rifiuti, onde evitare una eccessiva concentrazione di tali impianti, al «fine di garantire la salute della popolazione residente di una determinata area». Quanto meno è necessario e urgente che tali aree siano classificate come «aree penalizzanti per ulteriori installazioni (nuovi impianti, ampliamenti e modifiche», analogamente a quanto previsto per le «aree in cui sono presenti impianti e attività a Rischio di Incidente Rilevante»”. Si chiede inoltre di intervenire in favore delle popolazioni dei sei comuni con un contributo economico di almeno un milione di euro per comune “al fine di ridurre e ridimensionare il pluridecennale e continuo impatto sociale ed economico connesso alla concentrazione ed al cumulo di impianti di smaltimento di rifiuti nel limitrofo territorio del Comune di Cavallino”.

Si chiede infine “di farsi carico politicamente del problema sociale cagionato dal Comune di Cavallino tramite il procedimento di approvazione dell’impianto sperimentale di trattamento dell’amianto, prima realizzato ed ultimato con SCIA pur in assenza di autorizzazione unica ambientale e, solo dopo, proposto in sede di conferenza di servizi per l’eventuale rilascio della Autorizzazione unica, assumendo -per quanto possibile- una chiara posizione nella protesta delle popolazioni e dei sindaci”. Su questo i sei consigli comunali si riuniranno in seduta congiunta presso l’aula consiliare della Provincia di Lecce alle ore 15 del 29 novembre prossimo, al fine di formalizzare pubblicamente questa proposta e dare avvio, in difetto di un suo accoglimento, ad uno stato di agitazione e di protesta civile. Alla stessa riunione parteciperanno le associazioni ed i comitati ambientalisti dei territori interessati.

 

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