Porto Cesareo, il difficile ritorno alla normalità: danni per 6 milioni

PORTO CESAREO- Il ritorno alla normalità dopo la burrasca non è semplice.

A Porto Cesareo gli occhi restano puntati verso il mare: si teme che il vento riprenda forza e che possa ingrossare di nuovo le onde, aumentando le criticità che non si smettono di contare dopo la mareggiata di mercoledì. La stima dei danni oscilla tra i 5 e i 6 milioni di euro soltanto qui. È il dato emerso in mattinata durante la riunione convocata in municipio tra amministrazione, vigili urbani e ufficio tecnico.

Porto Cesareo è il centro del Leccese più colpito dal maltempo. Il Comune sta anticipando le spese per tutti gli interventi di messa in sicurezza e pulizia delle macerie in corso, oltre che di ripristino degli impianti elettrici, incaricando un gruppo di ditte.

Per il ristoro dei privati si andrà per gradi, come ha spiegato il sindaco Salvatore Albano: quando si avrà il riconoscimento dello stato calamità, i cittadini saranno invitati a compilare dei moduli, allegando le foto del prima e del dopo, oltre alle fatture delle spese sostenute.

Nel frattempo, ci si dà da fare per ripristinare lo stato dei luoghi e, per gli imprenditori, tornare quanto prima a lavoro. Il sindaco ha già avuto contatti con Confindustria che per levie brevi ha garantito sostegno.

A Torre Lapillo, il consigliere Luca Spagnolo ha effettuato un sopralluogo in mattinata: la località è stata inondata dalla sabbia e ora si lavora per riportarla sull’arenile. Il mare, infatti, ha sfondato le protezioni installate contro l’erosione del vento, come muretti a secco e palizzate, invadendo le strade e raggiungendo anche le abitazioni più dalla riva.

Ci si rimbocca le maniche. Gli interventi pubblici più costosi saranno quelli relativi ai progetti di ingegneria naturalistica per circa dieci chilometri: molte dune da Torre Lapillo a Punta Prosciutto sono state divorate o troncate di netto. Ma non solo: lungo la riviera di levante, è stata divelta anche una passerella di cento metri in legno con un basolato costato circa un milione di euro. Critico poi l’intervento sul molo doopo “Cannizzu”, perché lì bisognerà intervenire in acqua, e difficoltà notevoli si hanno anche per il ponte dello Scoglio, che va completamente ristrutturato, anche se bisognerà capire se ad opera di privati o del Comune.
Infine, ci sono i relitti delle imbarcazioni colate a picco da recuperare: cinque sono già stati rimossi, ma la bonifica va fatta in fretta perché la loro presenza in mare è pericolosa per la navigazione.

 

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