Tentato omicidio Afendi: due coniugi non dicono la verità. Indagati

CASARANO- Sono indagati con l’ipotesi di reato di favoreggiamento e ritenuti coinvolti, in qualche modo, nel tentato omicidio di Antonio Amin Afendi, per cui si trova in carcere Giuseppe Moscara (difeso dall’avvocato Simone Viva). La dettagliata ricostruzione fatta dagli inquirenti delle fasi antecedenti e successive all’agguato di mafia avvenuto il 25 ottobre scorso in via Manzoni a Casarano, parla anche del coinvolgimento di un uomo e una donna, marito e moglie di un comune della Grecìa Salentina. Avrebbero noleggiato la Fiat Punto azzurra sulla quale Moscara ed un uomo alla guida proprio di quest’auto fuggirono dopo aver incendiato l’Audi dell’agguato.

Ecco i fatti ricostruiti dagli inquirenti: Moscara quella sera, dopo aver fallito l’obiettivo di uccidere Afendi, a bordo dell’Audi rubata raggiunge la Statale 16 Lecce-Maglie e nei pressi del centro commerciale di Cavallino e l’abbandona. Per eliminare ogni traccia la cosparge di benzina e appicca il fuoco distruggendola.  Un automobilista di passaggio assiste alla scena e riesce ad annotare il numero di targa della Punto sulla quale i due si allontanano poi velocemente. I carabinieri avviano immediatamente le ricerche. L’auto è intestata ad una ditta di gomme di Corigliano D’Otranto che risulta averla affittata ai due coniugi. Essendo dotato di Gps il mezzo viene individuato poco dopo in una pizzeria di un comune della Grecìa. Qui lavorano marito e moglie. I due vengono ascoltati, ma le loro dichiarazioni destano subito dei sospetti: raccontano di aver preso a noleggio l’auto perché la loro era rotta e di averla usata per raggiungere il posto di lavoro, la pizzeria appunto. Da lì la Punto non si sarebbe più mossa. Sarebbe rimasta chiusa e ferma per tutta la sera. In realtà l’ esame del Gps dice altro: segnala un tragitto proprio da quel comune sino alla statale 16 all’ora dei fatti.

” Le dichiarazioni dei due coniugi risultano essere in gran parte non veritiere” scrive il gip Giovanni Gallo nel decreto di convalida del fermo di Moscara, ipotizzando che la Punto sia stata presa a noleggio dai due per fare un favore a Moscara, tra l’altro frequentatore del locale. Il suo complice, anche lui indagato per avergli procurato 10 litri di benzina che sarebbero serviti a incendiare l’auto, si sarebbe messo alla guida della Punto e lo avrebbe raggiunto a Cavallino. Secondo i carabinieri del Reparto Operativo e del Nucleo Investigativo di Lecce che conducono le indagini, i due coniugi sono coinvolti nel disegno criminale a titolo, per lo meno, di favoreggiamento.

La Punto è ora sotto sequestro.

 M.Cos.

 

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