Caso Cucchi, la sentenza: Carabiniere brindisino condannato solo per falso

ROMA- Caso Stefano Cucchi, arriva la condanna a 12 anni per omicidio preterintenzionale per i due carabinieri Alessio Di Bernardo, di Venafro (Isernia) e Raffaele D’Alessandro, di Villaricca (Napoli), accusati di aver pestato Stefano Cucchi arrestato per droga con calci pugni e schiaffi. Assolto, invece, dalla stessa accusa l’imputato accusatore, (diventato anche teste), il carabiniere brindisino Francesco Tedesco condannato solo per falso. A suo carico rimane solo la condanna a 2 anni e sei mesi . Roberto Mandolini, il comandante della Stazione di Appia è stato condannato a 3 anni e 8 mesi. Assoluzione dall’accusa di calunnia per il carabiniere Vincenzo Nicolardi, 48enne di Pulsano, all’epoca in servizio presso la stessa stazione.

Il pm Giovanni Musarò, originario di Squinzano, aveva chiesto condanne fino a 18 anni di carcere.

Stando all’accusa, dopo aver arrestato Cucchi perché trovato con alcune dosi di droga, lo avrebbero portato in caserma «spingendo e colpendo con calci e schiaffi il Cucchi e facendolo violentemente cadere in terra». Stando al referto del medico legale, le percosse gli procurarono «la frattura della quarta vertebra sacrale e della terza vertebra lombare».

 

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