Liverani: “Il rigorista è Mancosu, entrambi hanno capito cosa fare la prossima volta”

Fabio Liverani, 43 anni, terza stagione alla guida del Lecce

LECCE – (di Tonio De Giorgi) Quasi tre giorni dopo Lazio-Lecce il tecnico giallorosso Liverani prova a smontare un caso che non esiste e si è gonfiato troppo fuori dallo spogliatoio. “Non mi diverto a scrivere fogli lunghi una porta per decidere chi batte i rigori, le punizioni, i falli laterali – spiega Liverani -, poi in partita può succedere tutto e anche cose che a me, dalla panchina, possono sfuggire. Quando l’arbitro ha assegnato il calcio di rigore, Mancosu aveva il pallone in mano: se glielo cede, la decisione la prende Mancosu, ma io non posso fare da babysitter a giocatori di trent’anni, che fanno i professionisti da venti. Faccio l’allenatore, do delle regole e le faccio rispettare. Non vi dirò mai cosa ho detto loro nello spogliatoio. Dico solo che abbiamo sbagliato tutti e non c’è un capro espiatorio”. Il siparietto si era già verificato a Milano contro il Milan (quella volta fu lo stesso Babacar a ribadire in rete il pallone parato da Donnarumma, ndc) e pure contro la Juventus l’attaccante senegalese ha cercato di impossessarsi del pallone ma senza spuntarla. Ci ha riprovato, riuscendoci, contro la Lazio. “Sono convinto che tutti e due hanno capito qual è la strada da percorrere”. Un rigore che, secondo la regola andava ribattuto. E a tal proposito il tecnico si allinea al presidente Saverio Sticchi Damiani. “Il mio pensiero – dichiara -, è tale e quale al suo”. Alla ripresa del campionato sulla strada del Lecce ci sarà il Cagliari. “Ormai siamo abituati – aggiunge -, affrontiamo le squadra al top della loro forma. Il Cagliari gioca oggi il calcio migliore, ma pensiamo alla nostra crescita, è la cosa più importante. Dobbiamo migliorare nella fase di non possesso, è una questione mentale. Della prestazione contro la Lazio salvo tante cose, ci abbiamo messo grandissima qualità nelle giocate, ma abbiamo commesso errori individuali sul primo e sul secondo gol. Dopo il calcio di rigore è cambiato lo spartito”. Non resta che aspettare pure la crescita di giocatori come Benzar e Imbula. “Sinceramente mi aspettavo di più – ammette -, ma mi prendo pure io la mia parte di responsabilità”. Intanto La Mantia si è sbloccato e ha trovato il primo gol in Serie A: tra i principali artefici della promozione vorrebbe sicuramente giocare di più e magari valuterà qualche offerta che arriverà durante il mercato invernale. “Io posso fare solo scelte tecniche – conclude -, altri discorsi andranno affrontati con il direttore sportivo. A gennaio non faremo stravolgimenti, ma solo qualche accorgimento dove siamo un po’ in difficoltà”.

 

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