Diffamarono Noemi in tv? Nuove indagini sui genitori di Lucio

SPECCHIA- Finiscono nuovamente sotto indagine i genitori di Lucio Marzo, il 18enne condannato per l’assassinio della giovane Noemi Durini, la ragazza di Specchia uccisa il 3 settembre del 2017 nelle campagne di Castrignano del Capo. Questa volta l’accusa è di diffamazione nei confronti dell’immagine della ragazza durante alcune trasmissioni televisive. Nelle scorse ore il pubblico ministero Roberta Licci ha chiuso le indagini su Biagio Marzo e Rocchetta Rizzelli, padre e madre di Lucio. In concorso tra loro avrebbero, secondo l’accusa, offeso la reputazione della ragazza nel corso di alcune trasmissioni: “Chi l’ha Visto, “Quarto Grado” e “La Vita in diretta”.

Diverse le dichiarazioni ritenute lesive dell’immagine della giovane Noemi: “Era una ragazza notturna…si è infilata in casa di notte…aveva un bagaglio di esperienze molto più grande…era tutt’altro che una brava ragazza”. La madre di Lucio, nel corso di altre trasmissioni, attribuì a Noemi la responsabilità dei tre Tso subiti dal figlio, mentre il padre parlò della ragazza come “vittima delle sue amicizie e di chi non l’ha controllata”. I due indagati sono difesi dall’avvocato Luigi Piccinni.

I genitori di Lucio erano già stati indagati per con l’ipotesi di reato di occultamento di cadavere. Accusa per la quale la Procura ha avanzato richiesta di archiviazione. Secondo il pm Donatina Buffelli nei loro confronti non ci sono elementi tali da poter sostenere un’accusa in un eventuale processo. E questo anche alla luce delle nuove indagini che il gip Vincenzo Brancato aveva disposto nei mesi scorsi. Sarà ora un altro giudice a dover accogliere o meno la richiesta di archiviazione. Gli avvocati della famiglia della ragazzina uccisa, Mario Blandolino, Claudia Sorrenti, francesco Zacheo, stanno valutando il da farsi. Si erano già opposti alla richiesta di archiviazione chiedendo un’analisi accurata delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza, delle conversazioni telefoniche, delle tracce ematiche trovate ad esempio nell’auto o sulle pietre da comparare con il Dna di marito e moglie.

 

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