Tap riprende i lavori in mare con lo scavo sul fondale. Atteso ad horas responso su coralli

SAN FOCA- Le navi di Tap tornano a San Foca. E stavolta per scavare sul fondale. È la prima perforazione, dopo aver fissato il palancolato, e servirà ad estrarre la talpa che, partendo dalla campagna di San Basilio, lo scorso inverno ha svuotato il tunnel nel quale dovrà essere immesso il gasdotto, arrivando in mare, senza però fuoriuscire sul fondale. Nodo delicato, anzi, delicatissimo. A pochi metri di distanza da quel punto (exit point), ci sono banchi di coralligeno che rischiano di essere spazzati via dal tubo. “Non li toccheremo”, assicurano dalla società. Non al momento, s’intende. Tap fa sapere che nell’immediato si scaverà una trincea di circa 20 metri a ridosso del punto di uscita del microtunnel, lo stretto necessario per tirare fuori la talpa che è lunga 18 metri, agganciarla alla nave della lussemburghese Jan De Nul e portarla a rimorchio nel porto di Brindisi. Le operazioni prevedono di togliere i blocchi di cemento con sopra il telo assicurato da zavorre con pietrame, posizionati qualche mese fa per evitare l’intorbidimento delle acque durante l’arrivo della talpa in quella zona. Per far ciò, la Capitaneria ha interdetto lo specchio acqueo a pesca, balneazione e navigazione da questo sabato fino al 31 gennaio prossimo.

La perforazione comporterà, a quel punto, che l’acqua di mare penetrerà nel microtunnel. Non si può fare di più, al momento, si diceva. E c’è un motivo: non c’è ancora il via libera del Ministero dell’Ambiente sul resto degli interventi sul fondale, perché si deve ancora pronunciare sulla procedura di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale del microtunnel. Tap, per sua stessa ammissione, non riuscirà a evitare completamente i banchi di coralli presenti. Nella scorsa primavera, aveva fatto marcia indietro sulla procedura, in teoria complicandosi la vita, visto che ha ritirato l’iter più agevole e ha avviato quello più lungo senza che ufficialmente nessuno glielo abbia chiesto, anche se gli attivisti locali avevano sollevato presunte anomalie. In mattinata si è riunita la commissione tecnica, alcuni pareri sono già stati acquisiti, la multinazionale ha presentato gli studi integrativi che erano stati richiesti dopo la riunione del 30 settembre. Dunque, la decisione è attesa nelle prossime ore. E può essere di due tipi: se il Ministero imporrà la Valutazione di impatto ambientale, i tempi si allungheranno, ci vorranno mesi, complicando la tempistica più veloce che Tap ha in mente; oppure, se il Ministero opterà per l’esclusione della Via, Tap farà molto prima, potendo così continuare a lavorare sul fondale.



 

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