Ciao Marco: non ha vinto la malattia, ma il tuo sorriso che resta

LECCE – Marco la sua battaglia, le sue battaglie, passo dopo passo, le aveva condivise con migliaia di persone. Lo aveva fatto sul suo profilo fb, insieme ai suoi fratelli, per dare forza e coraggio a chi come lui non ha mai inteso abbassare la testa e arrendersi davanti alla malattia.

Marco Arnesano, a 24 anni, dopo la leucemia e un brutto male scoperto subito dopo il trapianto, ha lasciato di nuovo tutti di sasso. Questa volta tristemente. Nel pomeriggio il suo cuore non ha retto alla fatica di una battaglia che da qualche mese lo aveva costretto sulla sedia a rotelle.

Di lui vi avevamo raccontato il 3 ottobre dello scorso anno. Quando al Vito Fazzi, nel reparto di ematologia in cui era ricoverato, familiari, amici, medici e infermieri avevano scelto di festeggiare il suo compleanno con una bella sorpresa. Non potendo raggiungerlo in stanza, mamma Ginetta e i fratelli Andrea e Alessio, insieme ad altri familiari ed amici, hanno stappato e soffiato le candeline con lui in videochiamata. Lui che non ha saputo trattenere le emozioni. Lui che non si è mai “concesso il lusso” di crollare. Mai.

I suoi post incoraggianti, le foto giocose, le mascherine originali che nulla avevano a che fare con la tristezza di una lunga, lunghissima battaglia: questo era Marco e questo resterà per sempre per le migliaia di persone che virtualmente lo hanno accompagnato in questa fase della sua vita. Un esempio di forza e coraggio, un combattente tutto sorriso che, dopo il trapianto, non ha avuto neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo. Una massa extra midollare lo ha messo nuovamente a dura prova, fino all’ultimo annuncio: “Una massa tumorale ha compresso il mio midollo spinale -aveva scritto su fb qualche settimana fa- dovrò lottare per rialzarmi perchè sono momentaneamente paralizzato dalla vita in giù. Ci vediamo presto, in piedi!”.

E mentre in queste ore si susseguono centinaia di messaggi sulla sua bacheca, una cosa è certa, così come lui avrebbe voluto: no, non ha vinto la malattia. Di Marco ha vinto il sorriso. Ed è quello che resta e non andrà mai via.

Erica Fiore

 

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