Mega fotovoltaico tra le masserie di Corigliano e Cutrofiano: c’è chi dice no

CORIGLIANO D’OTRANTO- C’è chi al posto di un grande campo di cereali vede una centrale fotovoltaica. Quel qualcuno è Sorgenia Renewables srl, società con sede a Milano e fa parte del gruppo omonimo, uno dei principali operatori delle rinnovabili in Italia.

Ha presentato istanza di valutazione di assoggettabilità a Via (Valutazione di impatto ambientale) per un progetto di 10,8 Mw di potenza e 17 ettari di estensione, suddiviso in dieci sottocampi e con 26.525 moduli fotovoltaici da installare. Qui. In questo terreno a ridosso della linea di confine tra i feudi di Corigliano e Cutrofiano. Zona agricola. Anzi, zona agricola produttiva.

Il Comune di Corigliano si è già mobilitato per provare a stoppare il progetto. Oltre all’istituzione, c’è chi ha anche promosso una petizione, come il Forum Amici del Territorio di Cutrofiano. “E’ un déjà vu – ricorda il portavoce Gianfranco Pellegrino – perché già nove anni fa abbiamo bloccato impianti per una estensione complessiva di 108 ettari. Sorgenia e le altre sappiano che la nostra popolazione si opporrà sempre”.

I proprietari di Masseria Le Lame

I fondi interessati sono di proprietà di una ricca famiglia del circondario. Non tutti hanno voluto o vogliono o hanno la forza di dire no, come hanno fatto i proprietari della masseria Le Lame, che sorge a poche centinaia di metri dai campi individuati da Sorgenia. Lì si trasformano ortaggi coltivati nella zona con metodo biodinamico: “In passato – dice senza mezzi termini l’imprenditore Antonello Russo – abbiamo avuto offerte economiche interessanti per cedere i nostri fondi alle società del fotovoltaico, ma non ci siamo mai pentiti di aver rifiutato. Per noi è un obbrobrio anche solo pensare che i suoli agricoli possano essere destinati a questo e non a produrre cibo”.

C’è la questione di principio: ben vengano le rinnovabili, ma in zone industriali, sui tetti delle case e dei capannoni, in aree già compromesse. Non su seminativi o su aree a pascolo. Questa è una delle storiche battaglie per l’ambiente di Telerama.

Massimo Rota, proprietario Masseria Appidè

Nello studio preliminare ambientale, la società sostiene che ci sia comunque compatibilità rispetto al Pug di Corigliano d’Otranto per cui “uno degli obiettivi principali è “la tutela e la valorizzazione paesaggistica”, da perseguire tramite diverse azioni tra cui “l’utilizzazione e la produzione di energia da fonti rinnovabili””. Ma c’è un ma: “Il Pug ha previsto che questo comparto sia destinato a ricettività e a sport”, spiega Massimo Rota, proprietario di Masseria Appidè.

La sua è una storica struttura ricettiva della zona ed è a 200 metri circa dai terreni individuati per la centrale fotovoltaica. Prima che un bene economico, è un patrimonio storico, con annessa una chiesetta e un raro esempio di giardino all’italiana in campagna. Quella piana, poi, accoglie in sé anche un’altra importante caratteristica: “Qui si esercita ancora la falconeria, unico luogo nel Leccese”, sottolinea Tommaso Condò, cittadino di Corigliano.

Eppure, nella relazione paesaggistica, Sorgenia Renewables ha scritto che “nell’area di interesse non si rilevano particolari emergenze paesaggistiche né luoghi di culto o frequentazione dai quali il progetto possa risultare visibile, non si prevedono dunque impatti significativi sul paesaggio”. Basta andare sul posto per capire che si tratta di affermazioni facilmente smentibili.

  Tiziana Colluto

 

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