Agguato a Casarano, Audi in fiamme a Cavallino. Potrebbe essere quella dei killer

CASARANO- Un agguato in stile mafioso, a colpi di mitra, con i banditi che hanno individuato la loro vittima ed hanno sparato. Non è chiaro se volessero uccidere e non ci siano riusciti. Di sicuro l’uomo preso di mira è vivo, anche se ferito in modo grave. I colpi di kalashnikov hanno raggiunto Antonio Amin Afendi, 28enne di origine marocchina, al collo e alla spalla, ma solo di striscio.

E’ stata una notte di fuoco a Casarano, nella centrale via Manzoni. Il 28enne era a bordo di una Golf nera e stava percorrendo la strada. All’improvviso un’auto lo ha affiancato. Qualcuno gli ha puntato l’arma contro dal finestrino e ha sparato. Poi il mezzo si è allontanato velocemente. Non ci sarebbe testimoni oculari. A quell’ora in tarda serata, intorno alle 22,30, non c’era nessuno in strada e, forse, nessuno affacciato alle finestre. Le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce e quelle dei militari della compagnia di Casarano sono a 360 gradi e sono concentrate, al momento, su un’ Audi che, poco dopo l’agguato, è stata trovata in fiamme sulla complanare di Cavallino nei pressi del centro commerciale. Qualcuno l’ha abbandonata sul ciglio della strada e l’ha bruciata. Potrebbe essere quella usata dai killer che hanno percorso decine di chilometri per disfarsene. I carabinieri la stanno esaminando. La conferma che abbia che fare con il fatto di sangue potrebbe arrivare dalle telecamere presenti nella zona della sparatoria. I filmati sono stati già acquisiti. Nella notte, nella zona di Gallipoli, sono state incendiate altre due auto, e anche quelle sono oggetto di indagini.

Qual è il movente dell’agguato? Le indagini sono concentrate anche su questo. Antonio Amin Afendi, ora ricoverato nell’ospedale di Casarano, risulta essere il compagno della vedova di Augustino Potenza, ritenuto uno dei boss di Casarano prima del suo assassinio, anche questa volta a colpi di kalashnikov, il 26 ottobre 2016. Un omicidio di mafia, dal quale ha preso le distanze, dopo l’arresto nell’operazione Diarchia, Tommaso Montedoro, il boss ora collaboratore di giustizia, ex amico di Potenza.

M.C.

 

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