Regionali, al via la corsa di Emiliano. E chiude ai 5 stelle

BARI – La corsa di Michele Emiliano verso le elezioni regionali del prossimo anno è cominciata. E dal palco di Largo Albicocca, a Bari vecchia, mette i paletti alle alleanze. Interrompendo, anzitutto, ogni possibile diaologo con il Movimento 5 Stelle.

“Al governo con loro non ci vado – ha detto con fermezza dal palco Emiliano -. Se non ci chiedono scusa di tutte le cose che hanno detto contro di noi per poi rimangiarsi tutto. Avevano detto che avrebbero spostato il Tap se avessero vinto le elezioni e poi siamo rimasti con il cerino in mano. Avevano detto che avrebbero chiuso l’Ilva e poi non ci aiutano nemmeno a decarbonizzarla. Io – ha continuato il governatore – con gente così al governo non ci vado, sia chiaro. Noi vinciamo le elezioni anche senza di loro. Travolgeremo le loro bugie“.

Ai suoi potenziali alleati di centrosinistra che chiedono un programma di fine legislatura, Emiliano risponde che “i programmi non si cambiano, sono sacri”. Al massimo si discute di ciò che è perfettibile del programma deciso dalle sagre.

Ma alla sinistra sceglie di lanciare anche segnali di pace “Vendola mi manca. Se fosse qui sarei l’uomo più felice del mondo”, dice. Quanto alle aperture senza steccati precisa: “Non è trasformismo”. Le bordate, invece, le destina a Matteo Salvini che dal palco romano lo aveva accusato con il collega campano De Luca, di incapacità. “Te lo dico chiaro Salvini, non avrai pace. Fino a che io sarò presidente di questa regione -ha detto – e fino a quando farò quello che sto facendo in questi anni, ti inseguirò con le parole ovunque”.

Sul palco con il governatore la sua giunta al completo, quasi tutta la maggioranza, qualche parlamentare del Pd, vertici amministrativi della Regione. Le inchieste sono nell’aria ma è lo stesso governatore a toccare l’argomento: “I magistrati li rispettiamo, anche quando non siamo d’accordo”.

Ad aprire la convention, i sindaci dei principali capoluoghi. Carlo Salvemini, sindaco di Lecce, ha ricordato: “Dieci anni fa ero espressione del gruppo dirigente del partito ampiamente rappresentato su questo palco. E dieci anni fa – prosegue – decisi di lasciarlo quel partito perché ritenevo fosse sacrosanto schierarsi al fianco del presidente uscente che all’epoca si chiamava Nichi Vendola e che il Pd all’epoca riteneva di dover mettere in discussione. Oggi con lo stesso spirito sono qui a rivendicare il diritto politico di Michele Emiliano di potersi candidare al governo della Regione Puglia”.

Presenti anche Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto e Riccardo Rossi, primo cittadino di Brindisi. Nessuno dei due ha nascosto le difficoltà iniziali del rapporto con il presidente ma entrambi hanno sottolineato come nonostante esistano ancora criticità, in materie come sanità e rifiuti, si sta lavorando per superarle. A lanciare ufficialmente Emiliano, l’amico di sempre, Antonio Decaro: “Te lo chiedono – ha detto – tocca a te”.

 

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