Emiliano indagato, glielo dice Ruggeri

BARI – Il governatore Michele Emiliano è indagato dalla Procura di Foggia per la nomina delcommissario di una Asp. E’ lui stesso a renderlo noto, dopo averlo saputo dall’assessore al Welfare, Salvatore Ruggeri, coinvolto anch’egli nella stessa indagine.

“Per dovere di verità – esordisce Emiliano -. Ho appreso dall’assessore Ruggeri di essere anche io sottoposto ad indagini preliminari. Pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, voglio io stesso comunicarlo”

I fatti risalgono al febbraio 2019. L’accusa – spiega Emiliano – consiste nell’avere ricevuto da un consigliere di maggioranza, indicazioni per nominare commissario di una Asp una determinata persona. La nomina caldeggiata dal collega, non fu accolta dal presidente della Regione perché – dice lui stesso – ritenuta “non soddisfacente alla luce delle prerogative discrezionali” che gli consentono di nominare chi ritiene più opportuno, senza alcun tipo di vincolo.

 “Rispondo dunque per una nomina mai effettuata – commenta Emiliano – per non avere mai accolto le indicazioni di coloro che la peroravano. Credo di essere il primo pubblico amministratore chiamato a rispondere per una nomina mai effettuata. Anzi per avere respinto la legittima indicazione politica ricevuta da un membro della assemblea legislativa regionale membro della maggioranza di governo che aveva pieno titolo di propormi un nome per quell’incarico”.

Emiliano ammette che alcune di “queste indicazioni siano alle volte pittoresche, veementi, fondate su pressioni e interessi politici, finanche elettorali in alcuni casi, ma a mio parere tali indicazioni sono sempre legittime perché finalizzate all’esercizio di un potere assolutamente discrezionale”.

Il governatore chiude rinnovando la fiducia nella magistratura. Questa è la terza indagine che vede coinvolto direttamente il presidente: la prima risale allo scorso aprile e riguardala campagna elettorale delle primarie del Pd del 2017. Nel mirino una fattura da 65mila euro pagata secondo gli inquirenti due imprenditori. L’ipotesi è che possa esserci stato un aiuto in cambio di appalti pubblici. La seconda inchiesta risale a due mesi dopo, al giugno scorso e riguarda la nomina di Francesco Spina a Innovapuglia, nomina che non avrebbe potuto fare, sempre secondo l’accusa, perché al tempo Spina era ancora sindaco in carica.

 

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