Droga a Melissano, chiesti 74 anni di carcere agli arrestati dopo omicidio Fasano

MELISSANO- Erano stati arrestati poco dopo l’omicidio del giovane Francesco Fasano di Melissano freddato con un colpo di pistola nel luglio dello scorso anno. L’accusa per loro era di aver gestito gli affari di droga con quei contrasti interni culminati poi nel delitto del 21enne. Ora, per sei degli otto imputati, tutti di Melissano, il pm Maria Vallefuoco ha invocato complessivamente 74 anni di carcere.

Il processo si è aperto oggi con rito abbreviato davanti al giudice Cinzia Vergine nell’aula bunker del carcere. Le condanne più pesanti, a 16 anni, sono state richieste per Pietro Bevilacqua, 33 anni, e Biagio Manni, 51 anni. 12 anni a testa, ancora, per Gianni Vantaggiato, 49enne, e per Maicol Andrea Manni, figlio di Biagio, 28 anni; 9 anni a testa, infine, per Luca Piscopiello, 38enne, e Luca Rimo, 37enne.

Le accuse a vario titolo sono di detenzione e spaccio e associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Altri due imputati, Antonio Librando, 53 anni, e Luciano Manni, 67 anni, saranno giudicati con il rito ordinario.

I familiari di Francesco Fasano si sono costituiti come parte civile anche in questo processo oltre che in quello nei confronti dei presunti assassini, Daniele Manni, 40 anni, di Casarano, e Angelo Rizzo, 24 anni, di Melissano.

 

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