Omicidio della piccola Angelica, confermato carcere a vita per Toma

PARABITA- Carcere a vita: per la tragica morte della piccola Angelica Pirtoli, quello che è stato definito come l’omicidio più nero della storia della Sacra Corona Unita, è stato confermato l’ergastolo per Biagio Toma, 51 anni di Parabita, già condannato alla stessa pena in primo e secondo grado. Nelle scorse ore, la Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile.

Il legale dell’uomo, Walter Zappatore, convinto dell’innocenza di Toma, ci ha creduto davvero, decidendo di giocarsi l’ultima chance per scagionare il suo assistito dalla terribile accusa di aver ammazzato una bambina di due anni e la cui unica colpa era quella di essersi trovata in braccio alla madre Paola Rizzello, condannata a morte dal clan Giannelli per una punizione.

Era il 20 marzo del 1991. Di anni ne sono passati 28 ma quella storia da Parabita ha continuato a scuotere il Salento.

A tirare in ballo Toma era stato l’ex amico Luigi De Matteis che si era autoaccusato, pentendosi, dell’assassinio della Rizzello, scaricando su di lui la responsabilità dell’omicidio della piccola: l’avevano lasciata lì, in campagna, ferita, ma piangeva troppo e quindi sono tornati indietro. Toma l’ha afferrata per i piedi e l’ha sbattuta contro il muro, fracassandole il cranio. Questa la ricostruzione di De Matteis.

Nel 2001 per quel delitto sono stati già condannati all’ergastolo come mandanti Luigi Giannelli, la moglie Anna De Matteis e Donato Mercuri. Per l’avvocato Zappatore, Toma non era presente sul luogo dell’omicidio e i due pentiti che lo accusano non sono attendibili.

Dopo la condanna al carcere a vita in Corte d’Assise e poi la conferma in Appello la parola è passata ai giudici della prima Sezione Penale della Cassazione. Quell’accusa pesantissima di essere stato l’esecutore materiale del delitto ha avuto adesso l’ultimo sigillo.

 

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