Omicidio Angelica Pirtoli: la Cassazione decide sull’ergastolo a Biagio Toma

Biagio TOMA

ROMA- La parola fine sulla tragica morte della piccola Angelica Pirtoli, uccisa a soli due anni il 20 marzo del 1991, 25 anni fa, la metteranno i giudici della Corte di Cassazione. Per quell’omicidio, inquadrato in un contesto mafioso, è stato condannato all’ergastolo in primo e in secondo grado Biagio Toma di Parabita. Il suo legale Walter Zappatore, convinto dell’innocenza dell’uomo, ha deciso di ricorrere in Cassazione per giocarsi l’ultima chance per scagionare il suo assistito dalla terribile accusa di aver ammazzato una bambina la cui unica colpa era quella di essersi trovata in braccio alla madre Paola Rizzello, condannata a morte dal clan Giannelli per una punizione. L’udienza si è tenuta in mattinata. A tirare in ballo Toma era stato l’ex amico Luigi De Matteis che si era autoaccusato, pentendosi, dell’assassinio della Rizzello e scaricando su di lui la responsabilità dell’assassinio della piccola. Nel 2001 sono stati già condannati Luigi Giannelli, la moglie Anna De Matteis e Donato Mercuri.

Dopo la condanna di Toma al carcere a vita in Corte d’Assise e poi la conferma in Appello la parola passa ai giudici della Prima Sezione Penale della Cassazione. Il ricorso è stato presentato dal legale che ritiene Toma vittima di una decisione sbagliata. Secondo la difesa l’uomo non era presente sul luogo dell’omicidio e i due pentiti che lo accusano non sono attendibili.

 

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