La Mantia: “In attacco siamo tanti e diversi, io sono un finalizzatore”

Andrea La Mantia, 28 anni, attaccante del Lecce

ACAYA (LECCE) – (di Tonio De Giorgi) In questo primo scorcio di campionato il Lecce ha dovuto fare i conti con un calendario difficile e con un processo di formazione ancora in corso. “Il nostro calendario è stato stato strano – afferma La Mantia, attaccante del Lecce -, però penso che il campionato del Lecce sia già iniziato. Questo è un momento di formazione e quando affronti le grandi squadre devi fare la partita della vita per portare a casa punti”. L’Atalanta è tra le big del campionato e il Lecce ne ha fatto le spese. “Sapevamo della loro forza – continua -, dell’intensità che dà alla partita. Purtroppo dopo il primo tempo in cui abbiamo fatto più o meno bene, nella seconda parte sono stati commessi diversi errori. Dobbiamo tenere alta la concentrazione”. In un attacco che segna pochissimo La Mantia ha trovato finora poco spazio. Eppure nella passata stagione ha trascinato il Lecce in A a suon di gol, ben 17. “Personalmente è stato un impatto forte con questo campionato – racconta -, ambientarsi in uno dei campionati più difficili al mondo non è semplice, però con l’impegno e aspetto il mio momento penso di poter riuscire a superare questo inizio. Non è semplice passare da leader di una squadra a doverti rimettere in gioco e sgomitare per un posto. In questo campionato è fondamentale avere un reparto avanzato importante, pertanto bisogna aspettare i momenti e le occasioni che ti vengono concesse lavorando sempre a testa bassa. In questo campionato c’è pure bisogno di giocatori che possono fare una fase difensiva importante e ripartire alla grande. Non siamo la squadra del passato campionato che comandava per tutta la partita e aveva mille occasioni da gol. In Serie A il livello è molto alto. Io sono un finalizzatore rispetto ad altri che fanno un po’ più gioco: forse è stato questo che nelle scelte dell’allenatore mi ha un po’ penalizzato. Però il mio obiettivo è essere utile a questa squadra e giocare il più possibile”. A Bergamo domenica scorsa ha sfiorato il primo gol in Serie A. Il portiere dell’Atalanta Gollini è stato pure fortunato come ha ammesso durante l’intervallo. “Ci speravo – afferma qualche minuto prima della ripresa degli allenamenti -, sarebbe stata per me una grande soddisfazione personale e soprattutto avrebbe rappresentato una svolta a livello mentale più che per il gol in sé”. La sosta sarà utile pure per migliorare i sincronismi offensivi e rendere la squadra giallorossa più spietata in attacco. “Siamo in tanti e con caratteristiche differenti – continua -, il valore dei giocatori che sono arrivati è alto, penso che abbiamo un ottimo reparto avanzato, ma pure altre squadre, del nostro livello, hanno preso giocatori importanti. Penso al Brescia che ha ingaggiato Balotelli, per esempio. Bisogna essere bravi noi come squadra a valorizzare i nostri giocatori”. Tra i rappresentanti del reparto offensivo solo Farias è andato a segno e non è un attaccante d’area. Con questi numeri, oggi è difficile indicare chi sarà il capocannoniere di squadra.  “Spero di essere io il goleador della squadra a fine campionato – dice prontamente -. Scherzi a parte, dipende da tanti fattori. Quando troveremo la quadra sono sicuro che faremo gol tutti, lo abbiamo sempre fatto grazie anche al gioco offensivo del nostro allenatore. Dovremo ambientarci totalmente in questo campionato. Alla ripresa affronteremo il Milan, che sta attraversando un momento di difficoltà – conclude -. Il cambio di allenatore gli darà maggiore slancio, troveremo una squadra con il coltello tra i denti, ma dovremo avere più fame di loro per portare a casa un risultato positivo”.

 

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