“Ci avete rotto i polmoni”, migliaia in marcia per il clima

LECCE-A differenza delle altre manifestazioni, quelle per cui si decide di scioperare e non andare a scuola, stavolta c’è una giustificazione speciale per tutti: quella del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

È l’evento clou dei Fridays for future, i venerdì per il futuro, movimento nato sulla scia della battaglia contro la climate crisis, il cambiamento climatico, di cui è diventata simbolo Greta Thunberg, la ragazzina svedese che si fa ascoltare dai potenti del mondo.

Per rispettare l’ “Agenda 2030” dell’Onu, che traccia gli obiettivi da raggiungere entro quella data, tra le richieste a chi governa,, sono: uscire dal fossile, con il raggiungimento dello 0 netto di emissioni a livello globale nel 2050 e in Italia nel 2030, per non superare un grado e mezzo di aumento medio globale della temperatura terrestre;

valorizzare la conoscenza scientifica, dar retta a chi spiega come si fa a raggiungere quegli obiettivi. Al ministro dell’Istruzione vengono chiesti fondi per sostenere l’innovazione ecologica a scuola e all’università, che nei programmi venga inserito l’insegnamento delle conseguenze dell’utilizzo di combustibili fossili, l’interruzione delle collaborazioni tra il Miur e le aziende che inquinano e che non hanno ancora adottato un piano di decarbonizzazione.

A Lecce c’erano grandi e piccoli, genitori e ragazzi.Per la Questura erano 5mila, di cui 2mila partecipanti al corteo.

L’appuntamento era davanti a Porta Napoli. E se si chiede loro se siano disposti, nel loro piccolo, a fare dei sacrifici -come usare meno gli smartphone e l’aria condizionata- rispondono di sì. Attraversando il centro storico, il corteo, colorato e pacifico, ha raggiunto Piazza S. Oronzo. Tutti seduti sull’ovale per dirsi che sì, le cose possono cambiare. E a sentire uno dei più giovani partecipanti, è proprio vero.

 

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