Operazione “Movida”, il “Birreghe” chiude per 10 giorni

LECCE – Dopo il “Ficodindia” arriva anche lo stop per 10 giorni al “Birreghe” di San Foca. Il personale della locale Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale ha dato esecuzione al provvedimento emesso dal Questore di Lecce ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che dispone la sospensione per 10 giorni dell’attività svolta dall’esercizio. L’attività, essendo di natura stagionale, sarebbe dovuta terminare il 30 settembre, ma il provvedimento dell’Autorità di Pubblica Sicurezza ne ha anticipato la chiusura.

Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla scorta degli arresti in esecuzione di misura cautelare in carcere effettuati lo scorso 21 agosto dal personale della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo.

L’attività svolta dalla Squadra Mobile nell’ambito dell’operazione “Pusher 3- Piazza pulita” ha avuto come obiettivo la repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti all’interno di noti esercizi siti in località balneari, frequentati soprattutto da giovani. Ciò ha consentito, tra l’altro, l’arresto di due soggetti, colpevoli in concorso di aver ceduto in due occasioni sostanza stupefacente del tipo cocaina all’interno del “BIRREGHE”. La complessità e la gravità degli elementi raccolti hanno determinato il Questore ad emettere il provvedimento. In queste ore, intanto, ottiene gli arrestio domiciliari Davide Petrachi, 33 ex portiere giallorosso.

Nell’ambito delle frequenti verifiche amministrative effettuate presso i pubblici esercizi e presso gli esercizi di vicinato, sempre i poliziotti addetti alla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, nella serata di ieri, hanno rilevato alcune infrazioni in due diversi esercizi, ubicati in questa Piazzetta Vittorio Emanuele.

In particolare, la titolare di un esercizio è stata sanzionata per avere somministrato bevande alcoliche oltre l’orario previsto dall’ordinanza comunale. In un altro esercizio invece è stata rilevata l’abusiva parziale occupazione del suolo pubblico e la mancanza del manuale di autocontrollo per l’igiene e la sicurezza alimentare.

 

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