Scoppia la polemica commissioni. Ma è il nuovo regolamento del commissario

LECCE – Nel consiglio comunale di mercoledì, sono state nominate le nuove commissioni consiliari del Comune di Lecce. Sono 11 e sono “Articolazioni interne del consiglio, costituite nel suo seno con criterio proporzionale, cioè in modo da rispecchiare la presenza delle forze politiche nell’organo assembleare. Svolgono attività consultive e propositive nei confronti del consiglio comunale”.

Quelle nuove, del “Salvemini bis”, hanno ben 25 componenti su 32 consiglieri comunali totali. Sono, essenzialmente, sempre gli stessi nomi che ruotano. Da qui la polemica: quanto percepirà ciascun consigliere componente di commissione, che per ogni riunione percepirà un gettone di presenza?

Massimo Fragola, coordinatore provinciale di Andare Oltre e già consigliere comunale, ha protocollato una lettera inviata al Presidente del consiglio comunale di Lecce, avv. Carlo Mignone in cui chiede spiegazioni: “Venticinque componenti (25!!! Su 32 consiglieri comunali) che si riuniscono quotidianamente -scrive- praticamente un consiglio comunale al giorno, ovvero €1000 al giorno che peseranno sulle casse comunali. A norma di Statuto sembrerebbe tutto regolare, ma il Regolamento comunale dice altro”.

“È stata la gestione commissariale a cambiare il regolamento” risponde Antonio Rotundo, capogruppo PD. Sono state sostituite le norme applicate fino all’ultimo governo Salvemini (compreso), che risalivano all’era Poli Bortone. Fino a ieri erano al massimo 10 i componenti di ogni commissione, ma vi partecipavano di diritto i presidenti delle altre commissioni e i capigruppo consiliari, “quindi si arrivava anche a un totale anche superiore a 25 persone” dice Rotundo. Ora che non possono più partecipare alle riunioni questi membri di diritto, scatta la norma dell’art. 50 dello statuto, secondo la quale tutti i gruppi devono essere rappresentati in tutte le commissioni. Inoltre la maggioranza deve, per legge, avere il 60 per cento di rappresentanza, la minoranza è rappresentata da 10 gruppi consiliari, nove dei quali contano un solo consigliere. Quindi in ogni commissione ci sono 15 consiglieri di maggioranza e 10 di opposizione: ecco spiegato il numero 25. Numero che comunque non inciderebbe sui costi, perché il gettone di 30 euro viene sì corrisposto a ogni presenza, ma comunque c’è il tetto oltre il quale non si può andare, fissato in un quarto dell’indennità del sindaco. Oltre a quella somma non si va, anche partecipando, per fare un esempio, a 60 commissioni.

Sarà comunque Mignone a rispondere ufficialmente, numeri alla mano.

 

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