“Se fai scattare l’allarme ti spariamo”: il racconto choc dell’avvocato Savoia dopo la rapina

TREPUZZI- Sono sbucati dal buio della pineta che circonda la villa sulla Trepuzzi- Squinzano, hanno atteso che l’avvocato scendesse dall’auto appena parcheggiata nel cortile, e gli hanno puntato la pistola alla tempia. È cominciato così, alle 20,30 di lunedi, l’incubo per la famiglia del noto avvocato penalista Antonio Savoia di Trepuzzi, vittima di una rapina in casa, ostaggio insieme alla moglie e ai figli di 10 e 14 anni,  di tre banditi incappucciati e armati che l’abitazione l’hanno lasciata solo dopo aver svuotato la cassaforte. Niente violenza sui ragazzini e sulla moglie del professionista che invece è stato colpito alla tempia probabilmente con il calcio della pistola e minacciato di morte: “Se fai scattare l’allarme ti spariamo” gli hanno intimato i rapinatori incappucciati.

Provato dall’accaduto il professionista ha ricevuto in mattinata la solidarietà dei colleghi e degli amici davanti al Tribunale di viale De Pietro. È stato lui a dare l’allarme dopo quegli interminabili momenti di terrore durante i quali la moglie e i bambini sono stati fatti stendere per terra. Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Trepuzzi e del Nucleo Investigativo di Lecce che ora stanno indagando e che hanno acquisito i filmati delle telecamere presenti nella villa. Ancora da quantificare, ma ingente, il valore dei preziosi e del denaro nella cassaforte che, sotto la minaccia della pistola, l’avvocato è stato costretto ad aprire. I banditi conoscevano le sue abitudini e probabilmente hanno atteso che uscisse dal suo studio per poi seguirlo sino a casa. Molto probabile anche che ad attenderli in un’auto ci fossero altre persone.

 

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