Aggressione nella Guardia Medica di Muro Leccese. La condanna dell’Ordine

MURO LECCESE-È stato aggredito da un paziente per essersi rifiutato di prescrivere delle medicine. All’uomo, in stato di alterazione, il no del medico che aveva davanti, non è andato giù e ha scatenato la sua rabbia. L’episodio è avvenuto giovedi in tarda serata, nella guardia medica di Muro Leccese. Il dottore era solo insieme all’utente che ha insistito per farsi prescrivere delle medicine, cosa che l’operatore sanitario non poteva fare. L’uomo ha cominciato ad alterarsi, ha alzato la voce, ha ingiuriato il medico, lo ha minacciato, ha sollevato la scrivania per tentare di gettaglierla addosso. Si è fermato in tempo, per fortuna, ma sono stati momenti di vera paura. Il medico, sotto choc, ha chiesto aiuto e ha poi denunciato l’episodio.

L’Ordine dei Medici di Lecce con il suo presidente Donato De Giorgi, ha duramente condannato l’episodio: “L’elenco ormai senza fine di queste squallide azioni è frutto di un insopportabile malessere- dice De Giorgi- che abbiamo più volte rappresentato alle istituzioni, in particolare ASL e Prefetto. La violenza contro gli operatori sanitari, sempre odiosa e insopportabile, ha secondo noi diverse cause: il disagio sociale di persone emarginate e fragili che non trovano risposte adeguate nella società; le pretese illegittime di cittadini con richieste di prestazioni non erogabili o non rispettose dei protocolli, o la pretesa di guarigioni e risultati impossibili e immediati. Molti ritenengono i medici l’unico front office di un sistema sanitario più complesso e spesso in affanno.

Non siamo più disposti a tollerare in silenzio le aggressioni, mentre dobbiamo intraprendere azioni decisive e spesso vitali con rapidità e adeguatezza. Riteniamo perciò necessario- afferma il presidente- portare a compimento di legge la proposta per cui ogni aggressione ad un operatore sanitario in quanto pubblico ufficiale, sia perseguita con automatismo legislativo con incremento delle pene previste; fornire ampia e capillare informazione (come si sta impegnando a fare questo Ordine) sul corretto, efficace e lecito utilizzo delle strutture sanitarie, soprattutto legate all’urgenza; dare una vera sicurezza e dignità ai Colleghi (ed in particolare a quelli impegnati “in prima linea”). Importante inoltre rivedere  ruoli e organizzazione della continuità assistenziale, sulla base della progettualità da noi a suo tempo proposta; assicurare soprattutto il rispetto dovuto a chi, dopo un percorso formativo e professionale tra i più lunghi e difficili, garantisce le cure più adeguate per la salute di tutti, sia pure tra mille difficoltà, carenze, delegittimazioni anche mediatiche, ristabilendo un ruolo culturale e professionale insostituibile”.

 

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