Le Orte in fumo: guardia alta sul Parco costiero Otranto-Leuca

OTRANTO- A due giorni di distanza dal grande rogo, alle Orte la terra fuma ancora. In mattinata, lo scenario della baia più bella di Otranto si presentava così: ettari di cenere contro l’azzurro del mare e il verde di quel tratto di costa. Non è la prima volta, ovviamente, per le Orte: qualche anno fa, un altro enorme incendio devastò lo stesso tratto di litorale nei pressi della cava di bauxite. Le indagini sono in corso e proveranno a stabilire se è stato di natura dolosa oppure se la causa sia da rintracciare nell’errore di qualcuno.

Ciò che è certo è che, fatta eccezione per tratti di macchia mediterranea e pinete, la gran parte della zona interessata è pseudosteppa e pascolo incolto. Questo fa propendere per l’ipotesi, frequente, di incendio appiccato per la pastorizia, pratica atavica per quanto sbagliata, posta in essere per assicurarsi pascoli verdi in primavera. L’altra ipotesi al vaglio è che qualcuno, risalendo dal mare, abbia gettato un mozzicone di sigaretta in quello che pare essere il punto di innesco, vicino alla pineta. Il fatto che questo sia lontano dal ciglio stradale e che lì non ci si possa avvicinare con le auto farebbe escludere l’ipotesi di fiamme divampate per il gesto incauto di qualche automobilista.

“Ciò che è certo- assicura il sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi – è che non c’è nessuna ipotesi di tipo speculativo: prima il piano regolatore e ora il Pug prevedono lì edificazione zero. Si tratta, inoltre, di zona sic, inserita nel Parco naturale costiero e comunque area boschiva. La non edificabilità delle Orte è un miracolo della comunità otrantina e tale resterà”.

Il Parco Otranto-Leuca, però, reclama attenzione. Nelle scorse ore, anche sulla serra che si affaccia sulla marina di Andrano, un altro incendio ha fatto scempio, così come ciclicamente accade a Santa Cesarea Terme. “L’esposto in Procura non mancherà neppure stavolta – dice il presidente del Parco Nicola Panico – ma spesso le nostre denunce non hanno un feedback”. Resta lo scenario a tratti lunare. Ci vorrà tempo prima di rimarginare la ferita paesaggistica.</p

 

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