Monitoraggi Xylella: al limite con Bari, infetti 993 ulivi su 61.558 controllati

SALENTO- L’ultimo monitoraggio realtivo a Xylella, aggiornato dalla Regione Puglia al 10 luglio scorso, fornisce i dati relativi alla presenza del patogeno da quarantena sugli ulivi, almeno nella zona a ridosso del confine tra le province di Brindisi e Taranto e quella di Bari, dove si concentrano le ispezioni, che invece non vengono eseguite nell’area infetta coincidente con la provincia di Lecce e il basso Brindisino.

Non ci sono, al momento, piante infette tra le quasi 7mila campionate nella zona cuscinetto, quella che si estende da Massafra-Palagiano fino a Noci, Monopoli, Alberobello, né è stata riscontrata presenza del batterio nella zona indenne monitorata. Sono 214 gli ulivi infettati da Xylella, invece, sulle 21.461 piante campionate nella zona di contenimento, che, stando alla nuova delimitazione fatta a maggio, comprende la fascia (in cartina quella più scura) che va da Taranto, Leporano, San Giorgio Jonico, Martina Franca fino a Locorotondo, Cisternino, Ceglie, Ostuni, Fasano. Nella zona immediatamente a sud di questa, ora area infetta e precedente zona di contenimento, su 31.208 piante controllate, sono 779 quelle su cui è presente il patogeno (leggi il documento: Nota n° 9650 del 29.07.19)

Sono, come detto, i dati ufficiali relativi a ispezioni datte su maglie strette, da 100×100 metri, forniti dall’Osservatorio fitosanitario della Regione a fronte della istanza di accesso agli atti presentata dall’associazione Terra d’Egnazia Onlus di Fasano a maggio. Il totale è di 993 ulivi sui 61.558 controllati. Sono tante o poche piante infette? Per una parte del mondo olivicolo, rappresentano in ogni caso la testimonianza dell’avanzata verso nord del batterio.

Terra d’Egnazia, dal canto suo, ritiene che l’epidemia, almeno in quella zona, vada molto ridimensionata: il numero degli ulivi attaccati in quella parte di area infetta finita sotto la lente corrisponde al 2,5 per cento del totale monitorato; la percentuale scende all’1 per cento nella zona contenimento per ridursi – sempre al momento – a zero nella fascia cuscinetto, dove una pianta a Monopoli era prima risultata positiva e poi, in seguito al sequestro fatto dalla Procura di Bari, negati a Xylella. È la stessa associazione a denunciare pubblicamente, poi, il fatto che già dal 2016 si conoscesse la presenza di ulivo infetto a Corato, quindi a nord di Bari, dettaglio riportato in report scientifici dell’Efsa (“Scientific report on the update of a database of host plants of Xylella fastidiosa”. EFSA Journal 2016;14(2):4378, 40 pp. doi:10.2903/j.efsa.2016.4378”), file presente all’indirizzo: “https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.2903/j.efsa.2016.4378” alla sezione “Supporting Information” del Rapporto EFSA dal titolo “Update of a database of host plants of Xylella fastidiosa: 20 November 2015”, pubblicato il 9 febbraio 2016. Tutto ciò senza che la fascia di contenimento sia stata estesa fin lì.

 

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